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Venerdì 22 Settembre 2017 | 01:15

Foggia - Uccide padre per ordine clan

Antonio Silvestri, nel maggio del 2000 uccise il genitore Pasquale con sei colpi di pistola, tutti diretti alla testa. L'uomo voleva vendere i suoi beni, comprare una casa e cambiare gruppo mafioso
FOGGIA - Con l'accusa di aver ucciso quattro anni fa il padre anche per agevolare un'associazione mafiosa, i carabinieri di Foggia hanno arrestato un muratore, Antonio Silvestri, di 32 anni, nato a Firenze e residente a Monte Sant'Angelo (Foggia). Insieme con lui per aver partecipato all'esecuzione materiale dell'omicidio è stato arrestato Michele Cotugno di Monte Sant'Angelo, di 35 anni, un artigiano frattanto emigrato dalla Puglia a Marrone, in provincia di Brescia.
Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis su richiesta del pm dela Procura distrettuale antimafia barese Domenico Seccia.

Nel maggio del 2000 fu ucciso a Monte Sant'Angelo Pasquale Silvestri (che era il padre di Antonio). «L'omicidio - ha detto oggi in una conferenza stampa il ten.Gennaro Badolati - ha una doppia lettura: oltre che per motivi familiari, l'omicidio sarebbe stato commesso per motivi legati ad aspetti mafiosi». Badolati ha spiegato che Pasquale Silvestri era ritenuto nella zona in quel momento l'ago della bilancia che poteva favorire gli interessi di un gruppo criminale o di un altro. Negli ultimi tempi si era spostato, propendendo per una fazione rispetto all'altra cui prima aderiva. Inoltre - ha spiegato l'investigatore - i rapporti col figlio non erano per niente buoni per questioni di interesse.

L'omicidio di Pasquale Silvestri, conosciuto anche come 'Babbo Natale o Apicanese', fu compiuto a conclusione di una cena: dopo una litigata con il figlio, l'uomo si accasciò sul tavolo e si addormentò. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il figlio Antonio e il suo amico Michele Cotugno gli spararono allora sei colpi di pistola, tutti diretti alla testa da pochissima distanza.
Dopo anni di indagini, i carabinieri ritengono di essere riusciti a ricostruire i motivi che avrebbero portato al delitto che, comunque, hanno anche un grande radicamento nell'ambito familiare. Pasquale Silvestri - ha infatti spiegato il ten. Badolati - aveva manifestato la volontà di vendere le sue proprietà per acquistare un appartamento e andare a vivere con una donna: alla volontà di Pasquale Silvestri di andar via non era ad ogni modo estraneo il fatto che egli stata stabilendo collegamenti col clan avverso a quello cui apparteneva il figlio.
Al momento della scoperta del cadavere, indosso a Pasquale Silvestri gli investigatori trovarono appunti con un rituale di affiliazione alla mafia di Monte Sant'Angelo.

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