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Lunedì 25 Settembre 2017 | 22:45

Rigassificatore a Taranto, timidi «sì»

L'Assindustria ionica favorevole alla sua costruzione almeno per gli aspetti produttivi, energetici e per le ricadute sull'indotto e sull'occupazione. Giudizio sospeso per i rischi industriali
TARANTO - Mentre Brindisi sembra aver definitivamente "bocciato" il progetto presentato dalla società "Brindisi Lng" (costituita da British Gas ed Enel), Taranto, dopo importanti netti "no", fa registrare alcuni pareri favorevoli sulla costruzione del rigassificatore nella sua area portuale.
L'Assindustria ionica, infatti, si è espressa favorevolmente alla costruzione ed attività del rigassificatore a Taranto. Almeno per quanto attiene gli aspetti produttivi, energetici e per le ricadute sull'indotto e sull'occupazione, mentre ha sospeso il giudizio per i rischi industriali rivenienti, perché di specifica pertinenza dei ministeri delle Attività produttive e dell'Ambiente e già al lavoro per dare pareri sulla richiesta avanzata dalla società spagnola Gas Natural.
Dati più certi, al proposito, potranno essere forniti dalla conferenza di servizio presso il ministero delle Attività produttive, convocata per la fine di questo mese per discutere anche di questi importanti aspetti.
La società iberica, infatti, ha presentato la richiesta per realizzare due impianti, uno a Taranto e l'altro a Trieste, con un investimento complessivo di circa un milione e ducentomila euro.
Il parere favorevole degli industriali ionici al progetto è venuto dopo la riunione della sua giunta, presieduta da Antonio Caramia.
La giunta degli industriali, per l'occasione, si è avvalsa dell'illustrazione dell'intero progetto, che s'intende insediare nell'area portuale tarantina, da parte dell'ingegner Luigi Severini, coprogettista dell'impianto e tarantino doc.
L'Assidustria si è mostrata particolarmente interessata all'utilizzo dell'energia fredda, che il processo di rigassificazione potrà far disporre energia per la conseguenza del passaggio del gas liquido (-162 gradi centigradi) allo stato gassoso (poco meno dello 0), nell'agroalimentare.
Il progetto presentato dalla iberica Gas Natural prevede il trasporto del gas liquido in apposite navi metaniere nel porto di Taranto e la sua trasformazione, appunto, nel rigassificatore che s'intende realizzare.
Il gas, riportato allo stato gassoso, verrebbe, poi, immesso nella rete di distribuzione per le utenze civili ed industriali. L'impianto, per la sua realizzazione, prevede, tra gli altri, un investimento di 112 milioni di euro per la costruzione dei due serbatoi di stoccaggio, capaci di rigassificare 8 miliardi di metri cubi (bcm), e 150 per la costruzione del pontile di attracco a servizio delle particolari navi da trasporto del gas.
La giunta degli industriali ha valutato positivamente il risparmio energetico che quest'impianto potrebbe comportare sulla bolletta mensile delle famiglie ed imprese, oltre che le positive ricadute occupazionali sul territorio nella fase di cantierizzazione.
L'Assindustria ionica per dare un giudizio positivo completo aspetta che i ministeri competenti si pronuncino sui rischi industriali che tale impianto potrebbe comportare.
Nel frattempo, la società spagnola Gas Natural sta continuando i suoi "acquisti" nel Meridione.
E' stato, infatti, firmato l'atto definitivo di acquisizione del gruppo gas "Nettis" di Acquaviva delle Fonti (BA), presente in oltre venti Comuni tra Puglia, Calabria e Sicilia, che ha portato un portafoglio di oltre 90.000 clienti e la vendita di gas per 1.100 Gwh. Con l'acquisto della società barese, avvenuta dopo quelle dei gruppi Brancato e Smedigas ed operanti nello stesso settore, la multinazionale spagnola raggiunge la quota dei 250.000 clienti in tutta l'Italia e si prefigge di arrivare ai 300.000 entro la fine di quest'anno.
Paolo Lerario

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