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Martedì 26 Settembre 2017 | 23:58

Molfetta, s'indaga su nave affondata

La Procura di Trani ha aperto un'inchiesta sul relitto della «Alessandro I», affondata nel '91 e nella quale ci sarebbero ancora centinaia di tonnellate di gasolio
MOLFETTA (BARI) - Era nell'aria e da ieri pomeriggio è divenuto ufficiale.
La Procura della Repubblica di Trani ha aperto un'inchiesta sul relitto della "Alessandro I", la nave cisterna affondata nel '91 al largo delle acque di Molfetta a bordo della quale ci sarebbero ancora centinaia di tonnellate di gasolio.
Una bomba ecologica su cui ora vuol vederci chiaro anche il sostituto procuratore della Repubblica di Trani Antonio Savasta che ieri ha aperto un fascicolo d'indagine conoscitiva. Al momento, dunque, l'inchiesta non conta indagati.
Già diverse le deleghe conferite dal magistrato inquirente a periti ed autorità portuali per dipanare diversi dubbi ed accertare eventuali rischi ambientali, che, in virtù del gasolio e di altre sostanze similari custodite nella stiva, potrebbero rivelarsi una vera bomba per l'ecosistema dell'intera zona.
Al vaglio del Pm Savasta diverse ipotesi sia sulle cause dell'affondamento sia sull'attuale stato della petroliera, da cui, secondo alcuni, si starebbero iniziando a diffondere sostanze fortemente inquinanti.
Ma, come detto, si mira anche ad accertare le reali cause del naufragio.
Allo stato il magistrato inquirente non esclude che si sia dinanzi ad un caso di "autoaffondamento". Un'ipotesi suggestiva che dovrà essere vagliata anche alla luce di precedenti indagini nonché della relazione del Ministero dell'Ambiente e della recente interpellanza parlamentare presentata dall'On.le Francesco Amoruso.
La vicenda è tornata alla ribalta dopo che il caso è stato nuovamente denunciato da Legambiente e dalla Lega Navale di Trani.
Del relitto in fondo al mare esiste anche un filmato girato dal videoperatore tranese Nicola Scaringi che sarà proiettato lunedì a Trani nel corso del convegno "Profondità svelate" in programma al Monastero di Colonna.
Si tratta di un film documentario sull'affondamento del mercantile e sulle operazioni di bonifica effettuate a suo tempo.
L'"Alessandro I" s'inabissò il primo febbraio '91. Il mercantile era partito da Gela con destinazione Ravenna, ma lungo la rotta affondò ed ora giace sul fondo marino ad oltre 100 metri di profondità. Secondo la denuncia, ora le resine con cui fu sigillata la stiva starebbero cedendo, facendo fuoriuscire grosse quantità del carburante. Sarebbe questa la causa delle macchie oleose avvistate di recente.
Il Pm Savasta ha disposto una serie di sopralluoghi ma allo stato si esclude il recupero del relitto.
Nei giorni scorsi - proprio da queste colonne - il consigliere regionale dei verdi Mimmo Lomelo aveva evidenziato le continue dispersioni di prodotti nocivi nei mari del Mediterraneo, preannunciando "una campagna sulla limitazione delle petroliere nell'Adriatico e sul rigoroso rispetto delle normativa prevista in materia".
Antonello Norscia

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