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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:05

Per le vie della transumanza sul Gargano

Un progetto pilota proposto dalla regione Abruzzo con il coinvolgimento della Puglia e del Molise, porterà l'apertura sul Gargano dei cantieri per la realizzazione di due progetti di tutela, valorizzazione e sviluppo socio-economico delle antiche strade
BARI - Le vie materiali e immateriali della transumanza è il titolo di un progetto pilota proposto dalla regione Abruzzo con il coinvolgimento della Puglia e del Molise che porterà a breve l'apertura sul Gargano dei cantieri per la realizzazione di due progetti di tutela, valorizzazione e sviluppo socio-economico di San Marco in Lamis e di parte del Gargano interno. Lo rende noto l'assessore regionale alla pubblica istruzione, Angelo Cera, in un comunicato nel quale è precisato che si tratta di interventi contenuti nel progetto Ape (Appennino Parco d'Europa) approvato in una delle ultime sedute dalla giunta regionale pugliese.
L'intervento - è detto ancora - si realizzerà in attuazione di una delibera Cipe del gennaio 2001 ed è finalizzato alla realizzazione di un articolato programma d'azione per lo sviluppo sostenibile dell'Appennino.
In Puglia il soggetto attuatore del progetto è il Parco Nazionale del Gargano, in quanto la maggiore area d'intervento è si trova sul promontorio.
Il progetto esecutivo - è precisato nella nota - prevede un triplice intervento, il primo attiene alla sistemazione del sentiero di Coppa La Monaca, in agro di Monte Sant'Angelo; gli altri due ricadono nel territorio di San Marco in Lamis. Di questi uno riguarda la «ristrutturazione e l'adeguamento funzionale dell'ex-biblioteca per l'allestimento di un museo della Transumanza e l'altro l'istituzione e il funzionamento del Museo stesso». La somma complessiva del finanziamento è di circa 620 mila Euro, di cui la metà già disponibile per via del suo trasferimento dal Ministero dell'Ambiente alla Regione Puglia.
L'assessore Cera si è detto molto soddisfatto per questo provvedimento, «perché - afferma nella nota - va in direzione della vocazione territoriale, permettendo, con questo sostanzioso intervento finanziario, finalmente ad un'area fortemente depressa, come San Marco in Lamis e Monte Sant'Angelo, di decollare sulla via dello sviluppo socio-economico e del turismo ambientale».

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