Domenica 22 Luglio 2018 | 01:26

Omicidio Fiorella, non tornano in libertà

Accusati della rapina sfociata nell'omicidio del commerciante barlettano, saranno trasferiti in una struttura carceraria attrezzata per le patologie legate allo stato di tossicodipendenza
BARLETTA (BARI) - Giovanni Lombardi e Michele Giannella, i due giovani di Trinitapoli accusati della rapina sfociata il 20 Agosto nell'omicidio del commerciante barlettano Michele Fiorella, non torneranno in libertà ma saranno, invece, trasferiti nel penitenziario di Secondigliano, nel Napoletano, in una struttura carceraria sanitariamente attrezzata per le patologie legate allo stato di tossicodipendenza.
E' quanto deciso dal gip del tribunale di Trani Michele Nardi alla luce della perizia medico legale depositata dr. Luigi Colangelo, nominato dal gip per valutare la compatibilità del loro stato di salute col regime carcerario.
Sono così destinate a sopirsi le polemiche infervorate nei giorni successivi il drammatico omicidio del 65enne gestore del supermercato «Roma» di Barletta, morto nella colluttazione avuta con Lombardi armato di coltello. La stessa «arma bianca» che pochi attimi prima era stata puntata al collo della figlia Arcangela per farsi consegnare il modesto incasso.
«I reati per cui si procede sono di estrema gravità - scrive Nardi nel provvedimento - non solo nel disvalore giuridico ma anche e soprattutto per le specifiche modalità concrete di attuazione. Di fronte a questo comportamento così grave è impensabile revocare la misura della custodia in atto».
La perizia medico-legale del dr. Col angelo ha evidenziato come le condizioni di salute dei due indagati (affetti da patologie differenti ma entrambe relative al loro stato di tossicodipendenza) «non siano affatto incompatibili con il carcere, ma che la malattia ha bisogno di un continuo monitoraggio presso un carcere che sia dotato di strutture sanitarie adeguate».
Stando a quanto si apprese in occasione dell'arresto, Lombardi pochi giorni prima sarebbe stato scarcerato su decisione della magistratura di Bologna proprio a causa delle sue precarie condizioni di salute.
E ora, anche negli ambienti giudiziari tranesi, ci si chiede il perché dato che una nuova perizia ha, invece, accertato come lo stato di salute non sia incompatibile col regime carcerario.
Una volta scarcerato Lombardi tornò a Trinitapoli per poi macchiarsi del delitto il 20 Agosto. Quella mattina Lombardi, 34 anni, fu contattato da Giannella (25) per andare insieme ad Andria ad acquistare droga. Secondo gli accordi, Giannella avrebbe messo a disposizione l'auto, Lombardi, invece, il denaro per gli stupefacenti.
Ma poco dopo la partenza da Trinitapoli, Lombardi avrebbe invitato Giannella a fare prima un salto a Barletta, senza però dirgli il motivo di quella deviazione. Giannella, «il palo», non avrebbe saputo il perchè Lombardi scese dalla Fiat Uno invitandolo a rimanere al volante. Secondo le sue dichiarazioni avrebbe, forse, supposto «solo» uno scippo.
Giannella fu bloccato poco dopo la folle fuga sotto la sua abitazione. All'indomani fu la volta di Lombardi, indicato proprio da Giannella, che ammise la paternità della rapina sostenendo, però, di non aver voluto la morte di Fiorella. Secondo la versione del rapinatore, il commerciante si sarebbe improvvisamente avventato contro di lui rimanendo infilzato dal coltello a serramanico.
Antonello Norscia

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