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Giovedì 21 Settembre 2017 | 01:53

Spiava ex moglie, condanna per maltrattamenti

La Cassazione conferma la condanna nei confronti di un avvocato pugliese «geloso» dell'ex compagna. La pedinava per renderle «intollerabile la vita»
ROMA - Pedinava e spiava la sua ex moglie in tutti i modi - per renderle «intollerabile la vita» - arrivando persino a noleggiare un elicottero per effettuare «riprese fotografiche e filmate» della donna e dei suoi spostamenti. Per questo la Cassazione ha confermato la condanna per «maltrattamenti» nei confronti di Francesco I., un avvocato pugliese che non aveva mai accettato la separazione da Patrizia C., dalla quale aveva avuto due figli che vivevano con lui.
Invano l'ex marito 'spione' ha chiesto ai giudici della Suprema Corte di non condannarlo al carcere ma di commutare la pena in una multa pecuniaria. La sesta sezione gli ha detto di 'no' aderendo al parere del sostituto procuratore generale, Anna Maria De Sandro, che si era opposto alla «richiesta di sostituzione della pena».
La donna, esasperata dalle continue prepotenze dell'ex marito, che le aveva anche fatto un occhio nero e la ingiuriava ogni volta che la incontrava, lo aveva denunciato. Anche quanto avveniva nell'auto di lei veniva registrato da microspie «installate ripetutamente». Tra l'altro, Francesco I. aveva pure corrotto un tecnico della Telecom per farsi dare i tabulati del cellulare e del telefono fisso della ex moglie e controllare le telefonate che faceva e riceveva. Questa ennesima prepotenza aveva aggiunto all'avvocato anche l'imputazione per corruzione e concorso in violazione di segreti di ufficio.

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