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Venerdì 22 Settembre 2017 | 13:51

Lecce - Retata contro la Sacra corona unita

La Polizia sta arrestando 25 persone sospettate di far parte della banda del presunto boss Fabio Franco, arrestato in Brasile nel febbraio scorso mentre cercava di farsi fare una plastica facciale. Le accuse: traffico di sostanze stupefacenti tra Brasile, Olanda e Italia e attentati dinamitardi
LECCE - Nella mattinata di oggi la Polizia di Lecce sta arrestando stamane 25 persone, accusate di essere componenti della organizzazione mafiosa Sacra Corona Unita, un gruppo che faceva capo a Fabio Franco, boss arrestato in Brasile nel febbraio scorso. Franco fu catturato mentre stava per sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica che gli avrebbe ridato un volto nuovo ma anche nuove impronte digitali, consentendogli così di sparire per sempre dagli archivi delle forze di polizia che lo stavano cercando da anni.
Secondo gli investigatori, le persone arrestate oggi gestivano per suo conto un traffico di sostanze stupefacenti tra Brasile, Olanda e Italia e attentati dinamitardi a scopo estorsivo.
Gli arresti - che riguardano anche persone già detenute, tra le quali lo stesso Franco - vengono fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce Piero Baffa, su richiesta del Pubblico ministero della distrettuale antimafia salentina Guglielmo Cataldi.
Tra gli arrestati figurano anche un commerciante di prodotti legati alla telefonia, che procurava al gruppo - secondo l'accusa - schede e telefoni "puliti" e apparecchiature informatiche per le comunicazioni via e-mail, e i due titolari di un negozio di spezie: uno di questi era da qualche tempo residente in Friuli, da dove - secondo gli investigatori - a vario titolo dava sostegno all'organizzazione.
A quanto si è saputo, per ora l'unica persona cui non sia stata notificata l'ordinanza di custodia cautelare è proprio Fabio Franco, detenuto in Brasile.
Dalle indagini è emerso - secondo gli investigatori - il tentativo di ricostruzione, con una struttura verticistica, di una frangia della Sacra corona unita intorno a Fabio Franco dopo la cattura, nel marzo 2003, in Olanda, del boss Filippo Cerfeda.
Dopo l'arresto, Cerfeda è divenuto collaboratore di giustizia e - a quanto si sa - sono state anche le sue dichiarazioni a portare a individuare in Brasile la presenza di Franco, che era stato uno dei principali collaboratori di Cerfeda. Dopo la cattura anche di Franco, il 3 febbraio 2004, la ricostruzione investigativa ha condotto a coloro che vengono ritenuti i componenti del clan che si stava coagulando attorno al nuovo boss.
Per gli investigatori, il gruppo di persone che nel Salento continuava a gestire il clan nel nome di Franco, si occupava di un traffico di droga - hascisc, marijuana, cocaina ed ecstasy - ma anche di una serie di altre attività illegali, tra le quali la gestione di bische clandestine e le estorsioni, anche con attentati dinamitardi. Tra le azioni documentate dagli investigatori - a quanto viene reso noto - progetti di attentati a Oliviero Bruno di Surbo (Lecce), oggi detenuto, ritenuto esponente di un clan avverso della Sacra corona unita e scampato varie volte al fuoco dei suoi rivali, e la detenzione da parte del gruppo criminale di esplosivo e di armi e munizioni da guerra.
All'operazione hanno partecipato oltre 200 uomini della Polizia di Stato con il Reparto prevenzione crimine Puglia, le unità cinofile, il Reparto volo.

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