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Martedì 26 Settembre 2017 | 04:07

A Grottaglie uno "sportello" per gli immigrati

L'amministrazione comunale ha cofinanziato l'apertura di un centro assistenza, in base ad un progetto congiunto del governo nazionale, Comuni italiani, Onu-Unhcr e Commissione dell'Unione europea. Ora vi sono ospitati 20 rifugiati
GROTTAGLIE (Taranto) - La Città della ceramica e regina dell'uva da tavola si attesta sempre più città sociale e diviene come una stella cometa nell'accoglienza degli immigrati.
Per questo è stato varato "Passi di Donna", un progetto promosso dall'Amministrazione comunale di Grottaglie e finanziato dalla presidenza del Consiglio dei ministri col fondo dell'otto per mille e dalla Commissione europea attraverso il fondo per i rifugiati. L'iniziativa è del ministero degli Interni che, insieme all'Alto commissariato delle Nazioni Unite per rifugiati (Unhcr) ed all'Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), ha dato vita al Programma nazionale asilo (Pna). Questo Programma, di concerto con il Servizio centrale del sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati, coordina le attività su tutto il territorio nazionale. Per questo sono stati messi in rete 80 progetti, che coinvolgono 300 Comuni italiani, offrendo una serie di servizi per l'accoglienza, informazione legale, assistenza sanitaria, accompagnamento sociale, inserimento scolastico dei minori, percorsi formativi, integrazione nel mondo del lavoro o ricerca di alloggi.
Grottaglie, che ha contribuito al progetto con un co-finanziamento di 10.000 euro per avviarlo, ha già allestito uno sportello informativo per immigrati. Esso, dato in gestione all'Associazione onlus "Babele" per essere gratuitamente al servizio dell'intera provincia di Taranto, è stato ubicato nei locali del Centro di seconda accoglienza "Passi di Donna" (tel. 099 5667188).
Il centro "Passi di Donna", ora, conta 20 rifugiati, tra cui 10 bambini in tenera età che aumenteranno a giorni perché una giovane mamma è in dolce attesa.
L'iniziativa, unica nell'intera provincia ionica, è stata inserita nella programmazione comunale delle Politiche sociali poiché «la Legge Bossi-Fini, sull'immigrazione, non dispone - com'è stato spiegato al proposito - ancora di un regolamento che ne consenta la piena attuazione. In questo contesto, emerge il ruolo centrale degli Enti locali per la predisposizione dei servizi finalizzati all'accoglienza e alla tutela dei "richiedenti asilo" e rifugiati. "Passi di Donna" diviene, quindi, un punto di riferimento per chi è chiamato ad affrontare un lungo viaggio senza alcun mezzo, ma con la sola dignità di donna e mamma che, da uno Stato all'altro, è alla ricerca di una città che possa mettere al sicuro non solo la sua vita, ma anche quella del figlio che ha generato e degli altri che verranno».
Paolo Lerario

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