Mercoledì 18 Luglio 2018 | 01:20

Taranto - Esercitazione antiterrorismo

Cinque unità della Marina militare italiana ed una della flotta russa nel mar Jonio dal 13 al 17 settembrem •
Ambasciatore russo: «Grazie Italia per Beslan»
TARANTO - Un'unità navale della flotta russa parteciperà insieme con cinque unità della Marina militare italiana all'esercitazione antiterrorismo 'Ioniex 2004', che si svolgerà dal 13 al 17 settembre prossimi nel mar Jonio.
Le modalità dell'esercitazione sono state esposte oggi in una conferenza stampa a bordo dell'incrociatore lanciamissili 'Moskva', capofila del gruppo navale che parteciperà all'iniziativa; all'incontro era presente, fra gli altri, l'ambasciatore della Federazione russa in Italia, Alexey Mekhsov.
«Questa esercitazione - ha detto il diplomatico - è un evento non ordinario nelle relazioni fra Russia e Italia. Sono relazioni dinamiche e costruttive, che definirei di partenariato effettivo, frutto di quelle tra il nostro presidente Putin e il capo del Governo italiano, Berlusconi». «Si tratta ha aggiunto - della prima esercitazione di questo tipo che la flotta russa svolge insieme alla Marina militare italiana; vi parteciperanno in tutto 1.500 marinai e si tratta per noi di una delle più grandi esercitazioni degli ultimi dieci anni con Paesi stranieri. E' la testimonianza anche dell'amicizia che regna fra i due popoli».
Secondo l'ambasciatore, l'esercitazione che partirà domani contribuirà allo sviluppo delle relazioni tra Unione europea e federazione russa. «Sono lieto - ha detto - che Russia e Italia siano pionieri di novità nelle relazioni internazionali». Mekhsov ha infine sottolineato che la Russia continua a partecipare a molte operazioni di pace. «I militari russi - ha concluso - aiutano nelle emergenze in cui non possono intervenire le forze civili. E' una caratteristica della flotta russa; si ricordi l'aiuto per il terremoto di Messina».
Alla conferenza stampa erano presenti anche l'ammiraglio Vladimir Masorin, comandante della flotta russa nel Mar Nero, l'ammiraglio Vasily Vostukov, comandante della 30/a Divisione navale russa, il comandante del 'Moskva' , Alexander Sherbisky, il comandante in capo del Dipartimento marittimo dello Jonio e del canale d'Otranto, ammiraglio di squadra Francesco Ricci, e il contrammiraglio Andrea Toscano, comandante delle forze d'altura della Marina militare italiana.
Per mettere a punto le modalità dell'esercitazione - ha detto l' ammiraglio Vladimir Masorin - sono state necessarie due conferenze preparatorie. La prima si è tenuta a Roma e vi ha partecipato un ufficiale russo; quindi i rispettivi gruppi di lavoro hanno elaborato le linee strategiche dell'esercitazione ed, infine, a San Pietroburgo sono stati elaborati i piani veri e propri dell'operazione congiunta nel mar Jonio, nella quale saranno impegnate cinque unità della flotta russa e altrettante della Marina italiana.
«Scopo dell'esercitazione - ha detto l'ammiraglio russo - è quello di far crescere il livello di cooperazione in funzione antiterrorismo. Durante l'esercitazione verrà simulata l'intercettazione di una nave e il suo controllo». Secondo Masorin, «le esercitazioni bilaterali sono necessarie perchè dal mare vengono molte minacce: c'è il terrorismo, ma c' è anche il narcotraffico. E non bisogna dimenticare che occorre essere pronti ad aiutare le navi in difficoltà, come insegna la tragedia del sottomarino Kursk». In proposito l'ufficiale ha annunciato che l'anno prossimo la Russia parteciperà ad una esercitazione finalizzata al soccorso dei sommergibili in difficoltà, alla quale prenderanno parte navi di tutte le flotte dei Paesi del Mar Nero.
«C'è una questione ancora irrisolta - ha detto ancora Masorin - ed è quella della interoperabilità delle flotte. Quella sovietica era staccata dagli altri Paesi, ora invece la situazione è cambiata e servono azioni congiunte. Dobbiamo non solo saper svolgere compiti militari, ma anche agire congiuntamente per scopi pacifici». Attualmente - ha ricordato l'ammiraglio russo - la flotta del Mar Nero è molto meno grande di quella del periodo dell'Urss, ma anche perchè sono cambiati i criteri di operabilità. «Non è necessario un servizio permanente militare nel Mediterraneo - ha concluso -oggi abbiamo un altro orientamento politico-militare: anche noi amiamo la vita e la pace».
L'ammiraglio di squadra Francesco Ricci, ha sottolineato che la visita degli equipaggi russi, accompagnati anche da un'orchestra e gruppi di danzatori, è stata «un completo successo». «Abbiamo apprezzato - ha detto - i colleghi russi anche per gli aspetti culturali, che ci hanno aiutato a capire meglio l'anima del popolo russo».

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