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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 05:53

Monopoli - Rutelli «bacchetta» Prodi

La Festa della Margherita si conclude con una polemica a distanza, ma rimandando il confronto interno del centro- sinistra a lunedì per un possibile accordo
MONOPOLI (Bari) - L'appuntamento è fissato per lunedì mattina alle 8,30, con Romano Prodi nella sede della Margherita a confrontarsi con tutto lo stato maggiore del partito, Rutelli in testa. Ma se nelle intenzioni questo incontro, più che una resa dei conti, dovrebbe servire a siglare un accordo, allo stato dei fatti un'intesa sembra ancora lontana. Le parti in campo infatti sono determinate a mettere sul tavolo tutti i problemi ancora aperti, sulla natura del partito, la federazione, le primarie e il sostegno alla leadership di Prodi, senza fare sconti a nessuno. E nei vertici del partito è diffusa in queste ore la convinzione che il chiarimento di lunedì sarà solo un primo passo, non sufficiente a colmare le distanze.
Rutelli, chiudendo la festa della Margherita, pone con grande nettezza il problema del reciproco rispetto. «Dico a Romano: ti abbiamo scelto per guidarci. Siamo e saremo leali con te, ed esigiamo da te lo stesso rispetto e la stessa lealtà», afferma il leader della Margherita, che rivendica il ruolo autonomo dei Dl: «Molti occhi sono puntati su di noi perché questo partito è decisivo per il Paese e perché la coalizione di centrosinistra torni a vincere e a governare».
Il suo braccio destro, Paolo Gentiloni, lo dice ancor più chiaramente: «La Margherita deve essere un partito organizzato e ulivista, non il solvente di un partito unico. La Margherita ha il suo candidato, Romano Prodi, sostenuto da tutta la federazione dell'Ulivo. E due certezze devono guidare l'azione della Margherita nelle prossime settimane. Abbiamo un leader, Rutelli, e un candidato premier, Prodi. Da queste due certezze non si torna indietro».
E Franco Marini, non è da meno: «Sì alle primarie, ma dobbiamo fissare regole serie e lo strumento deve diventare permanente, a pari livello. La Margherita non sta in una permanente vigilia, è un partito permanente nello schieramento di centrosinistra con la sua peculiarità e le sue proposte politiche. Abbiamo deciso di costruire la federazione dei partiti dell'Ulivo e ora è urgente spingere avanti il lavoro per definirne le regole».
Parole che fanno capire come sia chiara la volontà di rafforzare il partito senza tentennamenti e passi indietro. E che la situazione sia ancora in alto mare lo fa capire Tiziano Treu: «Non stiamo proprio come l'Alitalia, ma o c'è l'accordo entro pochi giorni, o rischiamo il fallimento. Non c'è alternativa ad un accordo chiaro tra Prodi federatore e Rutelli presidente della Margherita». A chiarire i dissensi dell'area prodiana ci pensa il senatore Natale D'Amico: «Non basta riproporre una nuova stagione di tesseramento che finirebbe per riprodurre gli errori del passato. La Margherita è nata su un progetto prodiano per dare forza all'alternativa di governo del centrosinistra. E la Margherita più di ogni altro partito della coalizione deve sostenere la federazione e le primarie. Negli ultimi mesi non l'ha fatto abbastanza».
Tra stasera e domani, una serie di contatti e colloqui dei vertici della Margherita proveranno a sciogliere i nodi e a preparare l'incontro di lunedì, ma la strada è in salita: «È difficile che lunedì si chiuda - spiega un dirigente Dl - sarà solo una prima tappa, speriamo bene».
Carlo Bertini

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