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Martedì 26 Settembre 2017 | 16:50

Crocerossine pugliesi portano aiuti a Gorazdevac

L'enclave (nel Kosovo occidentale) è la stessa in cui, circa un anno fa, due ragazzi serbi sono stati uccisi ed altri cinque feriti mentre facevano il bagno nel fiume
BARI - Le crocerossine pugliesi in prima linea per portare gli aiuti alle famiglie serbe di Gorazdevac, nel Kosovo occidentale.
«Dopo 5 anni - si legge in un comunicato della Brigata Multinazionale Sud-Ovest - il Presidente della Croce Rossa di Pec, Mr. Pietre Granici ha consegnato nei giorni scorsi aiuti umanitari a 15 famiglie serbe residenti nell'enclave di Gorazdevac. L'evento è stato reso possibile grazie alla collaborazione delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana della Regione Puglia inserite nella cellula CIMIC (acronimo di "cooperazione tra civili e militari", ndr) della Brigata Multinazionale Sud-Ovest».
«Sono stati distribuiti numerosi colli contenenti cibo, vestiti e giocattoli. In questa occasione - continua il comunicato - Mr. Pietre Granici ha manifestato il suo impegno al fine di portare avanti alcune istanze della comunità serba, con particolare riferimento alla realizzazione della rete fognaria e alla fornitura della legna in vista del prossimo inverno».
Il fatto che sia potuta avvenire, senza incidenti, la consegna degli aiuti è un segnale molto importante giacché in quell'area le tensioni interetniche sono acutissime. L'enclave di Gorazdevac, si ricorderà, è la stessa in cui, circa un anno fa, due ragazzi serbi (Pantelija Dakić, di 11 anni, e Ivan Jovović, di 20) sono stati uccisi ed altri cinque feriti mentre facevano il bagno nel fiume.
Che gli aiuti siano giunti alla minoranza serba, che è incastonata in un territorio albanese, testimonia di come Croce Rossa e militari stiano lavorando bene.
Fortemente volute dal Brigadier Generale Danilo Errico, Comandante della Brigata Multinazionale Sud-Ovest (il cui Comando è attualmente su base Brigata "Pinerolo"), le Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana sono giunte in Kosovo lo scorso Giugno. Coordinate dal Col. Manuel Cecchi, Capo di Stato Maggiore della Brigata «Pinerolo», hanno dimostrato tutte le loro potenzialità, costituendo un validissimo aiuto in un settore nuovo per loro: il CIMIC, che è appunto la cellula operante per la collaborazione tra civili e militari.
Lo scopo della loro presenza in questa regione non si limita solo ad attività quali la distribuzione di aiuti umanitari, comunque numerosissime. Le Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana realizzano progetti al fine di migliorare le condizioni di vita della popolazione cercando, inoltre, di realizzare un dialogo tra le diverse etnie attraverso seminari ed incontri.
m.i.

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