Martedì 17 Luglio 2018 | 17:47

La Cia si attiva a sostegno delle aziende agricole

Dal prossimo primo gennaio 2005 sarà avviata la riforma della politica agricola comunitaria che rivoluzionerà la gestione delle aziende. La Cia di Puglia promuoverà incontri in tutti i comuni «per illustrare e divulgare la nuova normativa»
BARI - Dal prossimo primo gennaio 2005 sarà avviata la riforma della politica agricola comunitaria che rivoluzionerà la gestione delle aziende agricole; in vista di questo appuntamento la Cia di Puglia intende promuovere incontri ed assemblee. Lo rende noto un comunicato dell'organizzazione professionale. La decisione della Conferenza Stato Regioni, che ha approvato il decreto ministeriale di attuazione della riforma della Pac, - afferma il presidente provinciale della Cia di Bari, Francesco Caruso - «rivoluziona il sistema degli aiuti comunitari alle aziende agricole; infatti si passa dal sostegno alle colture e agli allevamenti, al sostegno diretto alle aziende». «Infatti - ricorda - con il decreto approvato e inviato al Commissario Fischler si è optati per il disaccoppiamento totale degli aiuti». «Questa riforma - continua Caruso - rivoluziona radicalmente il sistema di sostegno al reddito alle aziende agricole, confermando però complessivamente l'ammontare degli aiuti rispetto alle ipotesi iniziali di una drastica riduzione dei fondi, soprattutto nel settore dei seminativi e del grano duro, sventate grazie alle iniziative promosse dalla Cia».
La coltivazione del grano duro, - si evidenzia - «rappresenta una coltura di vitale importanza per le zone della provincia in cui esso è coltivato; infatti è l'unica coltura praticabile che occupa circa diecimila addetti, con gli oltre 70 mila ettari di terreni investiti e con una produzione di oltre due milioni di quintali di materia prima, importante per l'ottenimento della famosa pasta italiana e del pane di Altamura Dop».
Di fronte a questa rivoluzione che interessa tutte le aziende agricole della provincia di Bari, la Cia con il coordinamento del responsabile provinciale dell'organizzazione, Giuseppe Creanza, ed a cura di Nicola Cantatore, responsabile provinciale del CAA Cia, ha promosso una serie di assemblee in tutti i comuni, «per illustrare e divulgare la nuova normativa della politica agricola comunitaria, anche con l'obiettivo di orientare gli agricoltori nel ginepraio delle nuove regole che cambieranno in maniera radicale il sistema del sostegno al reddito, passando dal sostegno alle produzioni, ad un premio unico all'azienda».
Il nuovo regime - spiega Cantatore - «prevede la trasformazione dei premi fino ad oggi percepiti, in diritti all'aiuto abbinati agli ettari di terreno condotti e ai premi percepiti nel triennio di riferimento 2000-2002, con la possibilità di optare per il triennio 1997-1999 per gli agricoltori che durante il periodo di riferimento, si trovano in condizioni eccezionali o che hanno aderito alle misure agroambientali ai sensi dei regolamenti Cee 2078/92 e 1257/99». «Detti diritti - informa la nota - saranno comunicati dall'Agea nei prossimi giorni a tutti i produttori e, al fine di ottenere e confermare i diritti acquisiti, la Cia invita gli agricoltori a rivolgersi presso il Caa dell'organizzazione, presente in tutta la provincia».
La nuova riforma «pone comunque degli obblighi a cui gli agricoltori dovranno sottostare, che sono quelli di rispetto dell'ambiente, di sicurezza alimentare, di benessere e salute degli animali e di buone condizioni agronomiche a ambientali, con possibilità di ricevere premi supplementari per gli agricoltori che optano per la qualità». Questa riforma sostiene ancora Caruso «impone inoltre una seria riflessione sulla nuova strutturazione dei piani di sviluppo rurale che la Regione Puglia dovrà adottare, in quanto il governo regionale deve farsi carico delle eventuali discriminazioni verso i produttori che dalla riforma potrebbero essere penalizzati e impegnarsi per utilizzare tutti i fondi che verranno messi a disposizione dal capitolo qualità».
«A tal proposito - conclude Caruso - la Cia sarà molto attenta e pronta a porre in atto ogni forma di iniziativa sindacale al fine di garantire che tutte le risorse della nuova Pac rimangano nelle tasche degli agricoltori».

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