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Martedì 26 Settembre 2017 | 19:59

Le «Carovane della pace» dei Comboniani

L'iniziativa - che si terrà dal 7 al 19 settembre - è stata presentata da padre Alex Zanotelli. Uno dei tre convogli partirà da Alessano (Lecce), paese natale di don Tonino Bello. Tutti giungeranno a Nola (presso Napoli)
La Carovana della pace della famiglia dei missionari Comboniani si moltiplica nell'edizione 2004. Dal 7 al 19 settembre tre gruppi partiranno da altrettanti luoghi di confine della penisola (Gorizia, Varese, Alessano), per arrivare a Nola.
Itinerari: 1) carovana del Sud: Alessano (Lecce), Taranto, Scanzano Ionico, Locri, Licata, Palermo, Nola; 2) carovana Nord-Ovest: Varese, Torino, Modena, Fiesole, Roma, Nola; 3) carovana Nord-Est-Adriatico: Gorizia, Treviso, Cesena, Jesi, Teramo, Nola.

- Dire «no» alla guerra in Iraq, a tutte le guerre, al terrorismo in tutte le sue forme, all'islamofobia e allo scontro tra islam e occidente, al «riarmo spaventoso, dalle armi leggere all'atomica e alle armi batteriologiche». Lo ribadiscono i missionari Comboniani che su questi temi danno vita, per la terza volta, ad una «Carovana della pace» che dal 7 al 19 settembre partirà «dai confini del Paese per raggiungere le origini della Chiesa» , ovvero le basiliche paleocristiane di Cimitile (Napoli).
«La guerra in Iraq - recita un documento elaborato per l'occasione - è solo la parte più visibile di un immenso cancro che ci sta divorando tutti. Il nostro è un mondo sempre più violento, sempre più militarizzato all'ombra del grande fungo (chi ricorda le "guerre dimenticate" del Congo, nord-Uganda, Cecenia, Colombia, Sudan?). È il male oscuro che crea paura, bisogno di sicurezza per difendere il nostro stile di vita, quello del 20% del mondo che consuma l'83% delle risorse. La conseguenza è un'altra guerra, più spietata di quella con le armi: la guerra contro i poveri che ammazza quaranta milioni di persone all'anno».
Il 7 settembre «carovane» si muoveranno da Limone sul Garda, terra natale di Daniele Comboni, e da Alessano (Lecce), città natale di don Tonino Bello; queste si divideranno per aprire percorsi di pace a partire dai confini dell'Italia: da nord-est Gorizia, Treviso, Cesena, Jesi, Teramo, Pescara; da nord ovest, Varese, Torino, Modena, Firenze, Roma; da sud, Mesagne (Brindisi), Palagiano (Taranto), Rossano Calabro, Locri, Licata-Agrigento, Palermo.
Le carovane, composte da giovani dei gruppi Gim (Giovani impegno missionario), da testimoni del Brasile, Congo, Kenya, da un immigrato e da un giornalista per ciascun gruppo, convergeranno il 18 alle basiliche paleocristiane di Cimitile e il 19 a Pomigliano d'Arco, dove è in programma la manifestazione di chiusura.
«Le armi - dice padre Alex Zanotelli - servono a mantenere lo stile di vita e i privilegi di pochi, a dispregio di tanti che muoiono di fame. Ogni anno si spendono mille miliardi di dollari per in spese militari e ci preoccupa enormemente, in questa situazione, la militarizzazione del Sud Italia. Se usassimo i soldi spesi in armi in altro modo potremmo trasformare il mondo in un paradiso terrestre. La "carovana" vuole riaffermare il diritto di tutti alla vita.
Vogliamo fare "un pieno di vita"».
Il missionario comboniano ricorda anche che la situazione dei popoli sta peggiorando, così come sta aumentando la povertà. «Il sistema economico-finanziario - aggiunge - sta creando sempre più poveri e sempre più gente che muore di fame o per mancanza di medicine» e «non solo nel sud del mondo» perché, riferisce, negli Usa i poveri sono 60 milioni.
La drammaticità della situazione la fotografa, poi, riportando previsioni fatte il 7 ottobre scorso a Nairobi: nel 2050 su 8 miliardi di persone, 6 vivranno nelle città e di questi 3,5 alloggeranno in baraccopoli.

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