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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 22:17

«Legge piccoli comuni di montagna? E' un flop»

Lo afferma, da Bari, il portavoce nazionale dei Piccoli Comuni, Virgilio Caivano, facendo il bilancio dei dieci anni dall'approvazione della legge dedicata. Un bilancio definito «negativo»
BARI - «La legge 97 del 1994 sui piccoli comuni di montagna è l'emblema del fallimento annunciato delle riforme, di un federalismo selvaggio e per nulla solidale»: lo afferma il portavoce nazionale dei Piccoli Comuni, Virgilio Caivano, in una dichiarazione con cui fa il bilancio dei dieci anni dall'approvazione della legge dedicata ai piccoli comuni di montagna. Un bilancio definito «negativo».
La legge - ricorda Caivano - prevede interventi per il rilancio dei piccoli comuni montani: incentivi alle nuove residenze abitative, sgravi fiscali e sostegni economici alle famiglie per il costo del carburante da riscaldamento e altre opportunità come il mantenimento obbligatorio di servizi primari alla persona come la guardia medica e la scuola. «Tutte iniziative lodevoli - commenta Caivano - che sono naufragate sugli scogli dell'indifferenza delle Regioni italiane, in maniera particolare di quelle del Sud con un medaglia al merito negativo per la Puglia. L' ultima in tutti i sensi».
«Il mancato rispetto delle prerogative della legge 97 del '94 da parte delle Regioni - dice il portavoce dei piccoli Comuni - deve far riflettere quanti in questo momento, nel dibattito in corso sulle riforme istituzionali e costituzionali, lavorano a un nuovo e perverso centralismo regionale. Le Regioni sono diventate solo dei centri di spesa dove prevale la logica perversa dei grandi numeri e delle convenienze delle lobby economiche».
Caivano chiede l' apertura di un «serio dibattito nazionale sui temi delle riforme, che consideri i Comuni come le vere fondamenta dell'Italia e dell'Europa del domani». «Il dialogo, l'ascolto - dice - sono gli elementi indispensabili per arrivare finalmente a una stagione delle riforme condivise e accettate da tutti. L'idea di una vera Assemblea costituente ci trova d'accordo perchè mette da parte le beghe di bassa cucina ed apre una riflessione alta e proficua».

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