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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 06:05

«I Cpt sono vere e proprie carceri»

Il gruppo «Nemici di ogni frontiera» ha organizzato dinanzi al centro Regina Pacis, una manifestazione in segno di solidarietà per Andrey Vasilovici, un moldavo di 29 anni che, tentando di fuggire dal centro salentino, è caduto dal muro di recinzione ed è rimasto paralizzato
MELENDUGNO (LECCE)- «E' impossibile tentare di mascherare la vera funzione dei Cpt e quanto successo nell'ultimo mese e mezzo a San Foca lo dimostra. Non passa giorno senza che non ci siano rivolte, evasioni, tentativi di fuga, pestaggi, atti di autolesionismo. Questi posti altri non sono che carceri e continuare a fare finta di nulla significa solo rendersi complici». E' detto in una nota del gruppo «Nemici di ogni frontiera» che ha organizzato dinanzi al centro Regina Pacis, a San Foca di Melendugno, una manifestazione di protesta contro i Cpt e in segno di solidarietà per Andrey Vasilovici, un ragazzo moldavo di 29 anni che, un paio di settimane fa, tentando di fuggire dal centro salentino, è caduto dal muro di recinzione ed è rimasto paralizzato.
«Quello di Andrey - scrivono gli organizzatori nella nota - è un episodio; molti altri muoiono, nel corso dei vari viaggi della speranza. Ma le responsabilità non cambiano: sono lo sfruttamento e le guerre di rapina dell' occidente a costringere i popoli a fuggire».
«Così come, complice delle aberrazioni giuridiche della Bossi-Fini si sta rendendo la Curia leccese che - secondo i manifestanti - attraverso la sua Fondazione 'Regina Pacis', gestisce il lager per i migranti». Ed è stato quindi «contro i gestori di questo Centro, Don Cesare Lodeserto e il capo della Curia leccese, il vescovo Ruppi, che sono stati indirizzati - è detto nel comunicato - gli slogans più forti perchè è di tutta evidenza che l'operazione ideologica e mass mediatica che la Curia leccese sta mettendo in atto, presentando il 'Regina Pacis' come il modello di accoglienza al quale si dovrebbe ispirare una futura e ipotetica revisione della Bossi-Fini, è una operazione da spendersi tra poche settimane, quando inizierà il processo che vede imputati per violenze e abusi contro i migranti proprio i gestori del 'Regina Pacis'».
Per nemici di ogni frontiera, durante la manifestazione - alcuni dei rinchiusi nel Centro si sono sporti «da piccole aperture in alto nelle finestre, gridando la loro condizione», si sono sentite «voci disperate di donne e uomini a cui è proibito anche affacciarsi per incontrare lo sguardo di chi con loro è solidale; un migrante si è sporto e in italiano ha urlato che è disperato e che sta facendo lo sciopero della fame».

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