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Venerdì 22 Settembre 2017 | 17:29

Venezuela - Hanno liberato Altomare

L'imprenditore d'origini molfettesi Corrado Altomare Laforgia, 79 anni, detto "il papa buono", è stato liberato a Maracaibo dopo quasi 7 mesi di sequestro
CARACAS - Alle soglie del settimo mese di sequestro, l'imprenditore molfettese Corrado Altomare Laforgia è stato liberato a Maracaibo, nello stato venezuelano di Zulia, e si trova oggi nuovamente a casa sua, circondato dall'affetto dei suoi cari.
Altomare, 79 anni, ha costruito la sua fortuna sulla Navetur, una società di trasporto marittimo che conta su 200 catamarani operanti sul lago di Maracaibo, attorno a cui si trovano 4.000 pozzi petroliferi. E proprio davanti alla sede di Navetur, in località Puntica de Piedras, era stato sequestrato domenica 25 gennaio da un gruppo di uomini armati.
Conosciuto da tutti con il soprannome di "il papa buono" per il suo carattere mite, Altomare, padre di tre figli, si era adoperato moltissimo due anni fa per ottenere la liberazione del fratello Antonio, sequestrato da una banda di delinquenti comuni.
Data la dinamica del rilascio - Altomare è stato abbandonato dai suoi rapitori alla periferia della città con una banconota da 10.000 bolivares (circa cinque euro) per prendere il taxi - la stampa è certa che la famiglia abbia pagato un cospicuo riscatto. Secondo il quotidiano "Panorama" la vicenda si è conclusa «al termine di negoziati in Colombia o in Spagna».
L'imprenditore, che ha perso 15 chili durante la lunga prigionia, ha bussato alle 4 del mattino di ieri, stanco e con una lunga barba bianca, alla porta di casa sua, accolto dai familiari in lacrime.
Raggiante per il felice esito della storia, la figlia Elena ha affrontato i giornalisti sulla porta della stanza 259 della clinica Falcon dove Altomare è stato sottoposto ad esami medici, ed ha assicurato che «mio padre sta bene. Grazie a Dio i test cardiovascolari hanno dato buon risultato».
Sulle trattative la donna si è mantenuta prudente, indicando solo che «non abbiamo mai parlato con lui» e che «quando chiedevamo prove che era vivo si procedeva con il sistema della domanda e risposta su questioni di attualità».
Il console italiano a Maracaibo, Guido Bilancini, ha confermato oggi che l'imprenditore «è ora a casa, in buone condizioni fisiche». «Come tanti connazionali - ha aggiunto - Altomare è venuto dall'Italia, e più precisamente da Molfetta, a metà degli anni '50».
«Il soprannome di "papa buono" - ha detto ancora Bilancini - gli viene dalla bontà che traspare dal suo sguardo, unita a una profonda fede religiosa».
In un primo tempo si riteneva che gli autori del sequestro fossero guerriglieri colombiani sconfinati in Venezuela, ma il commissario Josè Sanchez, coordinatore del Comando unificato antisequestri (Cua) ha assicurato che si è trattato di una operazione della delinquenza comune.
Da parte sua il generale di brigata Castor Perez Leal, comandante del Comando regionale 3 (Core 3) dell'esercito, ha rivelato che «negli ultimi tempi avevamo compiuto numerose perquisizioni a Maracaibo: forse i rapitori si sono visti in difficoltà e per questo hanno accelerato il rilascio».

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