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Venerdì 22 Settembre 2017 | 20:48

Clandestini - Fitto: utile esperienza Puglia

Il presidente della Regione interviene nel dibattito politico sull'immigrazione. Dal 1 luglio sono arrivati 1.500 disperati.
Nelle ultime ore in 275 sono sbarcati a Lampedusa
BARI - L'esperienza pugliese sul fronte dell'immigrazione potrà tornare utile oggi, quando il confronto si riapre sulla spinta di nuove emergenze. E' l'opinione del presidente della regione Puglia, Raffele Fitto in merito al dibattito sulle questioni dell'immigrazione sollevato anche da alcune recenti prese di posizione del Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu. «Va tenuto presente che la nostra regione ha visto un flusso migratorio massiccio e ininterrotto per più di un decennio - scrive Fitto in una nota - e che ha riguardato un numero impressionante di nazionalità, oltre sessanta». «Restano nella memoria dei pugliesi tante tragedie, naufragi, morti e dispersi - prosegue il presidente della regione- ma anche la formazione di una cultura dell'accoglienza e della solidarietà che si è consolidata e arricchita nel tempo di nuove e diverse esperienze, dal moto spontaneo e popolare che accolse i primi, ingenti sbarchi di cittadini albanesi nei primissimi anni novanta ad oggi. Un oggi che vede l'esperienza dei centri di accoglienza come Regina Pacis al centro di una riflessione che parte dagli stessi operatori alle prese con una legislazione che rischia di gravarli di compiti e funzioni improprie rispetto allo spirito originario dell'iniziativa».
Anche se la geopolitica muta rapidamente le rotte delle migrazioni, la sostanza delle questioni resta la stessa. «Resasi piu stabile la condizione dei paesi dell'Est e dell'Albania in particolare, grazie alla cooperazione internazionale nella quale la Puglia ha avuto un ruolo tutt'altro che marginale - sostiene Raffaele Fitto- si accentua il flusso centromediterraneo con provenienza soprattutto africana.» «Le preoccupazioni e le indicazioni espresse nel merito dal Ministro Pisanu che hanno avuto importanti riscontri in sede europea, sono del tutto condivisibili. D'altra parte -conclude Fitto- proprio dall'esperienza pugliese traggo la consapevolezza, non solo della dimensione europea del fenomeno e delle misure necessarie per affrontarlo, ma anche della indispensabile integrazione tra interventi repressivi delle mafie che sfruttano gli immigrati e interventi di cooperazione e di collaborazione con i paesi di provenienza e di transito. Nella nostra misura, s'intende, questa è stata l'esperienza che abbiamo compiuto tra Puglia e Albania e i risultati sono puntualmente arrivati».

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