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Giovedì 21 Settembre 2017 | 07:10

Taranto, il rigassificatore approda a Roma

Lunedì prossimo conferenza dei servizi al Ministero per la costruzione del terminal per la rigassificazione del metano. Le reazioni, tra «pro» e «contro»
TARANTO - Lunedì prossimo, a Roma, nella sede del Ministero delle Attività Produttive, si terrà una prima riunione della conferenza dei servizi che lo stesso Ministero ha organizzato per esaminare la richiesta di autorizzazione alla costruzione e all'esercizio, a Taranto, di un terminal per la rigassificazione di gas naturale GNL. La richiesta è stata avanzata dalla Gas Natural SDG Spa, con sede legale a Madrid, che vorrebbe realizzarne due simili a Taranto e Trieste.
Nel capoluogo ionico, l'insediamento è stato previsto in un'area del Porto, tra "Punta Rondinella" e "Pino Solitario", dove saranno realizzati due serbatoi da 150mila metri quadri l'uno e capaci di rigassificare 8 miliardi di metri cubi (bcm) l'anno di metano liquido.
La società è presente in molti Paesi e conta già 9 milioni di clienti. Essi sono distribuiti tra i centomila in Italia, ove sono stati fatturati circa 4 mila Gwh di gas, circa 5 milioni in Spagna e poco più di 4 negli Stati Uniti. Vendite che hanno consentito alla Gas Natural di chiudere questo primo semestre con un giro d'affari pari a tre milioni di euro, che è valso un incremento del 5% rispetto a quello dello scorso anno.
L'investimento a Taranto con i relativi gasodotti di diramazione, così come quello previsto a Trieste, prevede un impegno economico totale di circa 600 milioni di euro, di cui 112 per la costruzione dei due serbatoi di stoccaggio e 150 per il pontile di attracco.
Cifre imponenti, quindi, che, secondo la società proponente, daranno occasioni di lavoro alle imprese locali per la sua realizzazione e, successivamente, occuperà stabilmente non meno di 200 unità lavorative per tenerlo stabilmente in esercizio.
Ci vorranno, perciò, oltre quattro anni di spedito lavoro per il completamento dell'intera opera e la sua messa in esercizio dalla data dell'acquisizione di tutte le autorizzazioni necessarie.
Il programma industriale di Gas Natural SDG di insediarsi nelle due città portuali italiane deriva dall'esigenza di ampliare i propri piani di espansione poiché intende allargare la propria attuale quota di mercato in Italia (attualmente meno di un bcm annuo e commercializzato dalle sue consociate Gas Natural Vendita e Gas Natural Distribuzione Italia presso l'impianto di Panigaglia).
Con questo progetto si prevede uno sviluppo delle attività del porto commerciale di Taranto in quanto al già cospicuo transito di navi mercantili, a servizio dell'Ilva, Evergreen, Cementir, AgipCovengas e raffineria petrolifera, si aggiungerebbero le navi "gasiere", che trasporteranno il gas allo stato liquido da trasformarsi in aeriforme nel rigasificatore.
A questo progetto presentato dalla società iberica le reazioni non sono mancate. Alcune improntate alla prudenza, altre decisamente contrarie.
Paolo Lerario
lerariop@libero.it

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