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Lunedì 20 Novembre 2017 | 22:22

Dalla Puglia un cantiere-scuola nel mare di Ustica

Dal 28 agosto al 6 settembre si svolgerà la seconda campagna di scavi subacquei nell'area di Cala Santa Maria, a cura dell'Università di Foggia
Archeologia subacquea a Ustica FOGGIA - Dal 28 agosto al 6 settembre si svolgerà, nell'ambito della XIII edizione delle Lezioni di archeologia e scienze subacquee organizzate dalla rivista Archeologia Viva dirette dal dott. Piero Pruneti, la seconda campagna di scavi subacquei nell'area di Cala Santa Maria a Ustica. Lo scavo è condotto dall'Università di Foggia, Dipartimento di Scienze Umane, Corso di Laurea in Beni Culturali della Facoltà di Lettere e Filosofia, sotto la direzione del prof. Giuliano Volpe, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni culturali di Palermo (Sezione archeologica, dott.ssa Francesca Spatafora) e il supporto tecnico della ASSO di Roma.
Alle ricerche archeologiche subacquee parteciperanno, oltre ad archeologi e tecnici dell'Università di Foggia e della ASSO, gli allievi del Corso di "Metodologia e tecniche di scavo subacqueo" tenuto a Ustica dal prof. Volpe.
L'importanza data all'iniziativa dall'Università di Foggia, che si sta caratterizzando per la proposta di un ampio ventaglio di iniziative scientifiche e didattiche nel campo dell'archeologia nell'ambito del Corso di Laurea in Beni Culturali, è dimostrata non solo dalla partecipazione di un cospicuo gruppo di studenti, per i quali l'Ateneo foggiano si è fatto carico dell'intera coperture delle spese, ma anche dalla presenza del Magnifico Rettore prof. Antonio Muscio alle Lezioni usticesi. L'università di Foggia riconosce inoltre 2 crediti formativi universitari agli studenti partecipanti.
Le indagini si svolgeranno nell'area del porto a Cala Santa Maria, che costituisce, oggi come in passato, l'unica insenatura ben riparata, capace di garantire, anche in età antica, la funzione portuale. La scelta del sito è stata motivata anche da problemi di tutela e da considerazioni logistiche: si rendeva infatti necessario monitorare lo stato dei fondali e verificarne l'eventuale degrado sotto il profilo archeologico a causa della presenza della banchina per l'attracco del traghetto che collega l'isola a Palermo, oltre che per l'attività di prelievo clandestino. Inoltre si è ritenuto opportuno privilegiare una zona posta a una profondità di circa 18 metri che consentisse il rispetto delle misure di sicurezza in un cantiere dalla prevalente impostazione didattica, nel quale sono stati impegnati allievi con diversi livelli di preparazione. Contestualmente allo scavo, che si caratterizza come un cantiere-scuola, si svolgono le attività di laboratorio, oltre ad un ciclo di lezioni teoriche.
Le ricerche condotte lo scorso anno hanno portato al rinvenimento di numerosi reperti, in particolare anfore, che documentano la plurisecolare frequentazione dello scalo usticese da parte di navi provenienti da varie parti del Mediterraneo. Ustica, infatti, svolgeva un ruolo centrale nel quadro delle rotte commerciali, soprattutto lungo l'asse di fondamentale importanza che in età romana collegava l'Africa Proconsolare (dov'era il porto di Cartagine) da un lato con la Sicilia e, dall'altro, con il più importante porto del Mediterraneo antico, Ostia, approdo di Roma, capitale dell'Impero e principale centro di consumo. I frammenti di anfore recuperati coprono un ampio arco cronologico, compreso tra III sec. a.C. e V-VI sec. d.C., quasi un millennio di storia della navigazione antica.
Quello di Cala Santa Maria è il primo vero intervento scientifico di archeologia subacquea condotto a Ustica, i cui fondali da tempo sono intensamente frequentati dai subacquei e il cui patrimonio archeologico ha subito un depauperamento notevole. Lo scavo di Cala Santa Maria contribuisce all'avvio di una nuova fase nella tutela e nella valorizzazione dei beni sommersi, in un momento in cui la stessa salvaguardia dei fondali dell'isola è a rischio a seguito delle difficoltà in cui versa la Riserva Marina. Ma non sono meno importanti gli obiettivi di ricerca scientifica e di formazione, soprattutto se si considera che in Italia sono praticamente assenti cantieri subacquei didattici qualificati, condotti a livello universitario.

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