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Lunedì 25 Settembre 2017 | 03:00

A Noicattaro uva protagonista

Imprenditori e prodotti a confronto nell'ambito della sagra dedicata alle cultivar locali. Il maltempo ha danneggiato i raccolti
NOICATTARO - Con la sagra che culminerà domenica 29 agosto, l'uva di Noicattaro si mette in vetrina. E dà i numeri. Grandi numeri.
Le aziende maggiori (una trentina) "producono" circa duemila quintali di uva da tavola al giorno nell'arco di quasi tre mesi e mezzo, periodo di durata della cosiddetta "campagna dell'uva". Si tratta, fatti due conti, di oltre duecentomila quintali in totale. Cioè ventimilioni di chili di grappoli grandi e piccoli nei cento giorni che ti cambiano l'annata, se non la vita.
Le aziende che si occupano di commercializzazione di uva sono sparse su tutto il territorio, alcune hanno già traslocato verso i nuovi capannoni situati nel PIP. Tornando, ai numeri, dunque, si tratta di una media di mille quintali al giorno di uva che dal centro a quindici chilometri da Bari, a sud-ovest del capoluogo regionale, verso il mondo partono all'incirca tre milioni di quintali di prodotto.

LA DISTRIBUZIONE

L'uva viaggia soprattutto su strada, nei famosi camion-refrigeratori, che battono innumerevoli le statali 16 e 100 e le strade minori che collegano la vecchia Noja all'autostrada per il Nord. Oppure con nave, nei container; poco ormai per ferrovia (un passato recente la stazione di Noicattaro era un centro di smistamento di grande importanza: si sta tentando di rivitalizzare il treno, partendo proprio dall'avvenuto ammodernamento della stazione). L'uva è diretta soprattutto in Germania, in paesi dell'Est come Slovenia, Croazia, Polonia; in Inghilterra; verso gli Stati Uniti e il Canada. La nuova frontiera è il Giappone.
In Italia, oltre al consumo locale, sono le grandi catene di super e ipermercati a fare la differenza: dalla Conad alla Coop a Esselunga (solo per citarne alcune), distribuiscono i grappoli in ogni angolo del Belpaese.

LE CULTIVAR
Per i nojani il prodotto-uva da mensa porta i nomi di Vittoria (la vera regina dei vigneti delle ultime stagioni), Black Magic, Pallieri, Centennial, Superior (queste ultime due sono seedless, senza semi), Red globe e Italia.

VENTI (E PIOGGE) DI CRISI
L'uva è strettamente legata alle bizze del clima: le piogge persistenti di maggio hanno danneggiato le piante nel critico momento della fioritura.

IL NUOVO ASSESSORE COMUNALE ALL'AGRICOLTURA
"E questo - dice il neo assessore all'Agricoltura Francesco Santamaria - costringe a interventi molto onerosi: l'umidità è uno dei principali nemici dell'uva. Siamo in piena raccolta, considerando che ci sono venti giorni di ritardo: e si sta registrando al momento una produzione del 3% in meno rispetto allo scorso anno che già aveva segnato un -12% rispetto alle annate migliori".
"La manodopera, d'altro canto, ha costi sempre maggiori, l'euro ha moltiplicato i problemi, soprattutto al consumatore finale; c'è da affrontare - prosegue Santamaria - la questione legata all'Eurep Gap, la certificazione sulla tracciabilità del frutto, che offrirà maggiori garanzie a chi mangia l'uva ma che potrebbe comportare una lievitazione dei prezzi». Ma non solo: il packaging - il confezionamento - dev'essere sempre più ricercato, perché «la grande distribuzione è sempre più esigente ed ha regole ferree, guai a fare scherzi".

LA REALIZZAZIONE DEL PIANO PER GLI INSEDIAMENTI PRODUTTIVI (P.I.P.)
La realizzazione del PIP lungo la provinciale 240 (la ex 634 delle Grotte orientali) fortemente voluta dall'amministrazione di centro-sinistra (la scorsa primavera c'è stato l'avvicendamento tra Giovanni Parisi e il nuovo sindaco Vanni Di Pierro) offrirà un enorme contributo alle aziende, decongestionando al contempo il centro cittadino.
La competitività resta l'obiettivo principale. Noicattaro ha una capacità produttiva "autonoma" che si basa su 4 mila ettari di terreno coltivato a tendoni: una gigantesca serra, con la gran parte delle piante nascoste dai lucenti teloni che garantiscono l'effetto serra. Insieme a Rutigliano (per non dire di Adelfia e di altri centri del comprensorio della cosiddetta Conca d'oro), rappresenta l'epicentro di un fenomeno economico che cerca nuovi spazi e nuovi mercati.
Vito Prigigallo

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