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Lunedì 25 Settembre 2017 | 06:34

Bari/Matera - Truffa all'Inps con lavoratori fantasma

Quattro funzionari di patronati, quattordici imprenditori agricoli, 620 braccianti coinvolti nelle indagini per un danno di circa un milione e 500.000 euro
BARI - La truffa era addirittura grossolana per ideazione e anche per attuazione: si facevano risultare giornate lavorative a braccianti che invece il lavoro l'avevano visto solo saltuariamente o non l'avevano visto per nulla e così l'Inps doveva sborsare impropriamente indennità e contributi previdenziali. Per questa truffa attuata nel sud-est barese e che è costata all' erario un danno per circa un milione e mezzo di euro, quattro funzionari di patronati sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza, sette imprenditori agricoli sono stati sottoposti a misure di sorveglianza speciale, altrettanti sono stati denunciati; 620 braccianti sono inoltre coinvolti nelle indagini.
Le indagini, che furono avviate nel dicembre 2002, hanno permesso di rilevare che numerose imprese agricole avevano falsamente comunicato all'Inps l'assunzione di braccianti: le comunicazioni erano in realtà dirette solo a far percepire ai "lavoratori" indennità diverse (disoccupazione ordinaria e speciale, assegni familiari, maternità) e a far ottenere loro benefici ai fini pensionistici, assolutamente non dovuti. Dall' indagine è emerso che in alcuni casi addirittura le imprese agricole erano state create "ad hoc" e risultavano prive di qualsiasi struttura organizzativa.
Una truffa, quindi, piuttosto elementare e che veniva condotta senza neppure particolari precauzioni: è stato così relativamente facile per la Guardia di Finanza accorgersi di alcune discrepanze nelle dichiarazioni dei redditi o nelle denunce all'Iva da parte di aziende agricole del Sud Est barese, che si estende da Acquaviva delle Fonti fino al limite della provincia tarantina sud, e la provincia di Matera. Alcune aziende - ha detto il cap. Mercurino Mattiace, che ha diretto le operazioni - avevano presentato una denuncia dei redditi con un volume di affari molto basso rispetto alle centinaia di lavoratori che risultavano alle loro dipendenze, altre avevano ingaggiato molti braccianti per pochi ettari da coltivare e altre ancora non avevano alcun terreno da coltivare.
Di tutta questa attività truffaldina è stato accertato che i patronati erano del tutto all'oscuro. Erano alcuni funzionari degli enti che, approfittando della loro posizione, avevano messo su un' organizzazione criminosa che offriva ai braccianti assunzioni fittizie, dietro versamento di 12, 50 euro per ogni giornata di lavoro. Le assunzioni potevano essere di due tipi: o per un periodo lungo con l' obbligo di lavoro per alcuni giorni o del tutto fittizie senza obbligo di lavoro. Garantivano però ai braccianti il pagamento da parte dell' Inps di indennità e contributi previdenziali.
La somma che i braccianti versavano era successivamente spartita tra le aziende agricole che garantivano le assunzioni fittizie e i funzionari che avevano organizzato la truffa. I militari hanno accertato 35.600 giornate agricole comunicate falsamente all' Inps.

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