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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:32

Validi decreti d'espulsione non in cingalese

La prima sezione civile della Corte di Cassazione ha confermato i decreti, emessi dal prefetto di Lecce nel 2002, nei confronti di 120 clandestini dallo Sri Lanka
ROMA - La prima sezione civile della Corte di Cassazione ha confermato 120 decreti di espulsione - emessi dal prefetto di Lecce nel 2002 - nei confronti di 120 immigrati extracomunitari provenienti dallo Sri Lanka e giunti clandestinamente in Italia. Invano, a piazza Cavour, gli immigrati hanno tentato di contestare la legittimità dei decreti di espulsione in quanto non erano stati tradotti nell'unica lingua che essi conoscevano, il cingalese o tamil. La Suprema Corte gli ha risposto che le espulsioni sono pienamente legittime in quanto erano state tradotte in francese, inglese e spagnolo e data la celerità del procedimento di espulsione non si può pretendere che vengano rintracciati interpreti specializzati in cingalese. Tanto più che, comunque, in maniera sintetica si era provveduto a tradurre in cingalese il contenuto dei decreti. Così con la sentenza 16206 il Palazzaccio ha confermato la regolarità dell'operato del prefetto di Lecce.

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