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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 11:30

Giovane fermato per corsa clandestina a Mestre

Sabino V. di Andria è stato sorpreso a bordo di una Fiat «Punto» proprio mentre gareggiava con un'altro diciannovenne di Padova, che era alla guida di una «Citroen C3». rischiano un anno di carcere
ANDRIA - C'è anche un diciannovenne andriese tra le persone sorprese nel bel mezzo di una corsa clandestina, a Mestre, la scorsa notte dagli uomini della polizia stradale sulla trafficata strada «jesolana», tra il Montiron e Portegrandi.
Si tratta del 19enne Sabino V., sorpreso a bordo di una Fiat «Punto» proprio mentre gareggiava con un'altro diciannovenne di Padova, che era alla guida di una «Citroen C3». Secondo gli agenti della polstrada veneta i due ragazzi avevano organizzato una vera e propria corsa d'auto clandestina.
Il fatto è avvenuto in piena notte. Erano da poco trascorse l'una e mezza quando all'improvviso una pattuglia della polstrada si è vista passare davanti «a tutto spiano» due auto appaiate, e che occupavano entrambe le corsie. Le auto provenivano da Mestre e andavano verso Jesolo.
Ne è scaturito un lungo inseguimento ma i due «piloti», impegnati nella gara, non si sono nemmeno accorti dei lampeggianti ed hanno continuato a correre, sempre appaiati, fino a Portegrandi, dove si sono dovuti «arrendere» alla polizia.
Via la patente, sequestrate le auto, ora i due ragazzi rischiano un anno di carcere oltre ad una multa che va da 25mila a 100mila euro. Le «corse in strada», secondo quanto prevede il nuovo codice della strada, sono infatti diventate reato penale.
Gli investigatori non escludono nemmeno che i due facessero parte di una vera e propria organizzazione dedita alle gare clandestine tra auto e che su quel tratto di strada le competizioni fossero limitate ad esperti che avessero già superato «selezioni», magari nelle rispettive regioni di provenienza.
Paolo Pinnelli

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