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Martedì 26 Settembre 2017 | 02:02

Banca 121: niente archiviazione per Fazio

Il Gip di Trani non ha accolto la richiesta di archiviazione nei confronti del governatore di Bankitalia, e dell'ex presidente della Consob accusati di favoreggiamento
TRANI (BARI) - Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani non ha accolto la richiesta di archiviazione nei confronti del governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, e dell'ex presidente della Consob, Luigi Spaventa per l'inchiesta riguardante la ex Banca 121 (gruppo Mps).
La richiesta - cui si era opposto il difensore di varie parti offese, Gaetano Scamarcio - era stata avanzata dal pm Antonio Savasta. Fazio e Spaventa sono indagati per il reato di favoreggiamento reale (art.379 codice penale) ipotizzato in un'inchiesta per truffa aggravata e continuata a migliaia di persone nell'ambito del collocamento sul mercato finanziario di prodotti emessi negli anni scorsi dall'ex Banca 121, Btptel, Btpindex e Btponline.
Il gip Michele Nardi ha fissato per il 5 ottobre l'udienza camerale per valutare la posizione dei due indagati nel confronto fra le parti.
I legali di Bankitalia hanno immediatamente precisato che la decisione della magistratura di Trani è un «atto dovuto» che non «mette in discussione il merito della richiesta di archiviazione». «Il gip di Trani - scrive in una nota lo studio Marseglia, che segue per Via Nazionale la vicenda - dopo aver disposto l'invio degli avvisi di rito ai soggetti che ne avevano fatto richiesta, si è limitato ora a fissare un'udienza camerale all'esito della presentazione, da parte di alcuni di loro, della opposizione alla richiesta di archiviazione a suo tempo avanzata, e quindi ribadita dal pm titolare dell'inchiesta».
Secondo l'avv.Scamarcio, invece, «il gip ha evidentemente ritenuta valida l'idoneità dell'atto di opposizione nel suo sviluppo procedimentale» ed ha annunciato che nell'udienza camerale chiederà la sospensione di Fazio dalla carica di governatore di Bankitalia. Scamarcio ha detto, infine, di aver «dato al gip la prova documentale che il governatore Fazio conoscesse bene la connotazione truffaldina dei prodotti finanziari della Banca 121, avendo la Banca d'Italia, attraverso la sua Centrale Rischi, registrato almeno 150.000 di questi contratti, quasi cioè 300 al giorno e per due anni di seguito».
E l'associazione dei consumatori Adusbef «plaude alla decisione del gip Michele Nardi": in una nota si rileva che il mancato accoglimento della richiesta di archiviazione «propende sia per un approfondimento dell'inchiesta sia, come auspicato e richiesto dall'Adusbef, per l'esercizio dell'azione penale verso Fazio e Spaventa poichè una truffa come quella realizzata dalla ex Banca 121, oggi Monte dei Paschi di Siena, a danno di migliaia di risparmiatori, difficilmente si sarebbe potuta concretizzare senza l'avallo preventivo, formale e sostanziale a quei prodotti finanziari truffaldini, di Consob e Bankitalia».
Nell'inchiesta a Trani (Bari) sono una cinquantina le persone indagate. Tra i nomi degli indagati di maggior rilievo, oltre a quelli di Fazio e Spaventa, figura anche quello di Rossana Venneri, ritenuta negli ambienti economici «il genio della finanza creativa» della Banca del Salento prima e di Banca 121 e Mps poi. Venneri è indagata per concorso in truffa aggravata e continuata assieme all'ex direttore generale della Banca del Salento (poi Banca 121) e del Mps, Vincenzo De Bustis Figarola, amministratore delegato di Deutsche Bank spa; a Lorenzo Gorgoni, ex presidente di Banca 121 e componente del comitato esecutivo di Mps; e l'allora direttore delle vendite di Banca 121, Giuseppe Pacileo.
Pia Chiarappa

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