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Sabato 23 Settembre 2017 | 20:14

Mai dare da mangiare ad un cane randagio

Il Sindaco di Vieste, Spina Diana, ha stabilito con un'ordinanza che chiunque alimenta i randagi automaticamente deve adottarli, altrimenti sarà responsabile e perseguito ai sensi della legge per reato di abbandono
VIESTE (FOGGIA) - Per l'associazione Animalisti italiani onlus, «il sindaco di Vieste, Domenico Spina Diana, incapace di arginare il fenomeno del randagismo nel suo territorio, con un'ordinanza tanto singolare quanto improponibile ha stabilito che chiunque alimenta i randagi automaticamente deve adottarli, altrimenti sarà responsabile e perseguito ai sensi della legge per reato di abbandono».
«Il sindaco di Vieste - dichiara Walter Caporale, presidente dell'associazione - probabilmente mal consigliato, con questa ordinanza condanna a morte animali già sofferenti e allo stesso tempo non risolve il fenomeno del randagismo, con la tragica conseguenza di un aumento dell'aggressività dei cani che in branco, affamati, si aggireranno in città alla ricerca di cibo» Caporale aggiunge di stupirsi che il sindaco di Vieste «non abbia previsto le drammatiche conseguenze della sua Ordinanza».
«Invece di far applicare la Legge 281/91 per la prevenzione del randagismo - continua il presidente dell'Associazione - con un piano mirato di sterilizzazione e registrazione degli animali sul territorio, li priva di cibo: dunque chi attualmente li sfama ma non può tenerli con sè eviterà, a seguito dell'Ordinanza, anche di sostentarli in quanto punibile per abbandono».
Il sindaco, dunque, per Caporale, «oltre a divenire responsabile di una crudeltà verso i cani totalmente privati delle più elementari esigenze, è responsabile di una limitazione della libertà e dei sensi di colpa di coloro che non potranno impedire una probabile tragedia».
«Il randagismo - dichiara il medico veterinario Marisa Carafa, referente dell'Unità Operativa per il randagismo della Ausl Foggia 1 - si combatte su più fronti: è necessario un controllo di efficienza di canili sanitari e rifugi e, soprattutto, il funzionamento dell'anagrafe canina, l'immediata sterilizzazione di tutte le femmine in strada e la loro reimmissione sul territorio in tempi brevi affinché non si abituino alla vita nel canile. Si può arginare e limitare il fenomeno anche con una corretta educazione sanitaria della popolazione, incentivando l'applicazione del microchip e la sterilizzazione dei cani di proprietà, eliminando i depositi di immondizia a cielo aperto che attirano gli animali con nocumento per la salute pubblica e obbligando gli organi preposti e la forza pubblica a far applicare efficacemente le norme».
«Chiediamo - conclude Walter Caporale - che l'Ordinanza venga immediatamente ritirata e che si attui un efficace piano di prevenzione del randagismo seguendo le indicazioni dei referenti della Ausl Foggia 1, applicando la Legge 281/91. Nel frattempo, effettueremo un costante controllo della situazione e delle condizioni dei cani randagi di Vieste».

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