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Lunedì 25 Settembre 2017 | 02:59

Brindisi - Deposito di rifiuti brucia da 50 ore

L'incendio scoppiò nella notte del 7 agosto, e la temperatura dell'ammasso di decine di quintali di materie plastiche,contenuti in un deposito dell'Alfa Edile, nella zona industriale, è ancora molto alta
BRINDISI - Brucia ancora, sia pure in modo decisamente ridotto rispetto alla giornata di ieri, l'ammasso di rifiuti di plastica contenuti in un deposito dell'Alfa Edile, nella zona industriale di Brindisi. L'incendio scoppiò nella notte del 7 agosto scorso: in oltre 50 ore sono andati alle fiamme decine di quintali di materie plastiche, mentre squadre di vigili del fuoco, provenienti dalle varie province pugliesi tentano di aver ragione delle fiamme, anche con l'impiego di elicotteri della protezione civile.
La temperatura dei blocchi di plastica fusa è ancora molto elevata e quindi si sta procedendo con un'operazione di divisione dei cumuli di rifiuti, facendo uso di pale meccaniche, ruspe, escavatori e mezzi antincendio. Fondamentale, in tutte le fasi di questa vicenda, la professionalità espressa dai vigili del fuoco, ma anche l'apporto delle strutture tecniche della Protezione civile del Comune di Brindisi e della Provincia. Stamani, si sono recati sul posto anche il procuratore della Repubblica, Cosimo Bottazzi, e il sostituto procuratore Pasquale Sansonetti, che ha avviato indagini.
Per il momento, infatti, si ipotizza una natura dolosa dell'incendio e quindi si tenta di stabilire sia il movente sia i possibili responsabili dell'attentato. Nel frattempo, l'intera area è stata posta sotto sequestro.
Sul piano ambientale, i controlli compiuti - sin dalle prime ore - dall'Agenzia regionale per l'ambiente (Arpa) sui fumi prodotti continuano ad escludere rischi per i cittadini. Le centraline di rilevamento hanno confermato che non sono stati superati i limiti di legge delle materie dannose, anche se si attendono i dati che si riferiscono all'esame del suolo e della falda freatica.
Il deposito di rifiuti andato in fumo a Brindisi appartiene all'Alfa Edile, una azienda che opera da dodici anni nel comparto industriale di questa città e che si occupa di riciclaggio di balle di rifiuti misti. Da ogni parte d'Italia arrivano migliaia di metri cubi di materiale da riciclare e, in particolare, carta, cartone, tessuti, plastica e lattine di alluminio. Dalla lavorazione di questi rifiuti l'Alfa Edile produce il 'Symplast', un materiale con cui si costruiscono oggetti di arredamento. L'azienda ha trentatre dipendenti che ora temono per il proprio futuro occupazionale, non solo per il danno economico provocato dai seimila metri cubi di rifiuti andati in fumo e dai successivi interventi di bonifica, ma anche per il danno di immagine e il conseguente rischio che i fornitori di rifiuti si rivolgano altrove per il riciclaggio.

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