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Martedì 19 Settembre 2017 | 15:41

Brindisi - Stop al rigassificatore

La società che dovrebbe costruire l'impianto - formata da British gas ed Enel - non ha mai fornito i chiarimenti richiesti dal Consiglio dei lavori pubblici
BRINDISI - L'apertura del cantiere per la realizzazione del rigassificatore a Brindisi, prevista per questi giorni, è bloccata: il sindaco, Domenico Mennitti (FI), ha precisato oggi che l'Autorità portuale in una nota lo ha informato che il Consiglio superiore dei lavori pubblici non ha sinora ricevuto i chiarimenti richiesti alla società Brindisi Lng - costituita da British Gas ed Enel - che deve realizzare l'impianto.
E il Consiglio provinciale brindisino ha approvato ieri sera una delibera in cui si ufficializza il «no» alla costruzione del rigassificatore nell'area di Capo Bianco, posizione espressa più volte da gruppi e associazioni ambientaliste cittadine.
Per l'eventuale avvio dei lavori, quindi, si dovranno attendere le risposte della società costruttrice al Consiglio superiore dei lavori pubblici, che, investito dall'Autorità Portuale di Brindisi, ha richiesto l'acquisizione del progetto definitivo del rigassificatore, come prescritto dall'accordo sostitutivo di concessione demaniale del 4 febbraio 2004. Lo stesso Consiglio, inoltre, lo scorso 30 luglio aveva chiesto ulteriori elementi alla Brindisi Lng, rilevando «il carattere di propedeuticità delle valutazioni inerenti il progetto definitivo rispetto all'avvio delle opere».
La vicenda, i cui esiti fino a qualche mese fa sembravano scontati, è ora lontana dalla sua soluzione. Il sindaco di Brindisi ha infatti precisato oggi di aver «rappresentato al Governo italiano la nostra determinazione ad operare perché la partita non venga considerata chiusa». «Ho detto, in sostanza - ha precisato - che l'orientamento prevalente è di un diniego all'insediamento del rigassificatore. Quanto agli elementi che hanno determinato il mio convincimento, ammetto che hanno molto influito la conoscenza del problema e il parere dell'opinione pubblica».
L'8 luglio scorso il presidente della Provincia brindisina, Michele Errico, di centrosinistra, eletto nelle recenti amministrative, aveva inviato una comunicazione a tutte le istituzioni interessate al progetto del rigassificatore chiedendo in pratica di azzerare la questione e di avviare una nuova istruttoria. Nel documento, Errico faceva rilevare che sulla questione la Provincia non si era mai formalmente espressa. Ieri, invece, l'amministrazione provinciale ha ufficializzato la sua posizione contraria alla realizzazione dell'impianto.
Secondo il progetto della Brindisi Lng, il terminale di rigassificazione, la cui attività dovrebbe essere avviata nel 2007, dovrebbe avere una capacità di otto miliardi di metri cubi l'anno. L'investimento complessivo è stimato intorno ai 390 milioni di euro, con un'occupazione fino a mille persone durante la costruzione e fino a 250 (tra diretti e indiretti) durante la vita utile dell'impianto. La società è stata anche autorizzata all'esercizio delle attività portuali connesse con la realizzazione del terminale e la futura movimentazione del gas naturale liquido.
Enel ha da tempo un'importante presenza a Brindisi dove gestisce una centrale da 2.640 MW in grado da sola di soddisfare il fabbisogno di energia elettrica della Puglia.

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