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Lunedì 25 Settembre 2017 | 17:20

Goletta Verde: in Puglia mare pulito

Ma gli esperti di Legambiente, che hanno compiuto i controlli a bordo dell'imbarcazione-laboratorio, hanno dato uno "zero in condotta" all'amministrazione delle coste
RODI GARGANICO (Foggia) - Se il mare pugliese supera a pieni voti, con qualche eccezione, l'esame delle acque di balneazione, le coste si aggiudicano un grave "zero in condotta". È questo il giudizio complessivo di Goletta Verde di Legambiente alla fine del suo tour pugliese, partito a metà luglio dallo Jonio e concluso nel Gargano in questi giorni.
«Sono le scelte di pianificazione e di sviluppo delle coste - hanno detto oggi in un incontro i rappresentanti dell'associazione - il vero nodo critico per la valorizzazione e la tutela del territorio costiero del tacco d'Italia». A questo - hanno proseguito - quest'anno si aggiunge «in modo grave ed eclatante la progressiva e inarrestabile privatizzazione delle spiagge».
Secondo Legambiente, «l'ufficio Demanio marittimo della Regione Puglia negli ultimi tempi ha offerto una raffica improvvisa di concessioni demaniali gettando nello scompiglio interi tratti di costa». È il caso di Otranto (Lecce), dove il Comune, al primo posto nella classifica delle 5 vele di Legambiente e Touring Club, «sta difendendo il diritto ad una autonoma pianificazione sostenibile del proprio turismo e del proprio litorale». All'ufficio regionale Demanio marittimo Goletta Verde assegna un'ulteriore Bandiera Nera, come quelle assegnate al Comune di Molfetta (Bari) per la pressoché totale privatizzazione della spiaggia di Levante, a quello di Maruggio (Taranto) per gli insediamenti turistici in contrada Mirante e località Campomarino, al sindaco di Pulsano (Taranto), Luigi Laterza, per l'adozione di un Pug (Piano urbanistico generale) che prevede progetti ad alto impatto ambientale, al Consiglio comunale di Monte Sant'Angelo (Foggia) per aver approvato all'unanimità una delibera che richiede l'esclusione dal perimetro del Parco Nazionale del Gargano di 1350 ettari di territorio comunale.
Sul fronte della qualità delle acque di balneazione, il quadro complessivo che emerge dal lungo monitoraggio di Goletta Verde, che ha passato al vaglio 65 località lungo tutta la costa pugliese, è nel complesso positivo e fotografa un mare in buono stato «nonostante la permanenza degli storici problemi di carenza depurativa delle acque reflue». Come è accaduto - hanno ricordato gli esponenti di Legambiente - nei giorni scorsi sulla spiaggia di "Pane e Pomodoro" a Bari.
Vi sono alcune rare eccezioni ai buoni risultati dei prelievi: quello più significativo è stato registrato in provincia di Lecce, a Castro Marina in località Grotta Zinzulusa, dove il primo prelievo ha fatto rilevare mare fortemente inquinato. Dal secondo campionamento fatto a distanza di 72 ore è risultato non inquinato, a dimostrazione che si tratta di sversamenti abusivi, incontrollati. Più leggere forme di inquinamento fecale ma pur sempre fuori norma sono risultate dai prelievi compiuti a Bari, davanti alla basilica di S. Nicola, e in provincia di Foggia, a Manfredonia, e in 2 dei 6 punti monitorati alle Isole Tremiti.
In altri casi è stato rivelato un inquinamento dovuto alla percentuale di saturazione di ossigeno, che supera i limiti previsti dalla legge, come è accaduto in alcune località del brindisino, Giancola, Carovigno, Ostuni e Fasano, e a Castrignano del Capo, nel Salento.
Un ultimo accenno è stato fatto al caso della spiaggia di Torre Quetta, 12 chilometri di litorale a sud di Bari messi sotto sequestro per la presenza di fibre di amianto.

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