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Domenica 24 Settembre 2017 | 05:22

Puglia, l'offerta turistica di una Regione

Punti di forza e di debolezza messi in luce da una ricerca voluta dal Telefono Blu in collaborazione con Unioncamere ed Assoturismo. Ne emerge che la Puglia deve valorizzare patrimonio ambientale incontaminato, presenza di risorse storiche e culturali e località rinomate
La Puglia deve valorizzare il patrimonio ambientale incontaminato, la presenza di risorse storiche e culturali e località rinomate. E' il punto di forza dell'offerta turistica della regione Puglia, messa in luce da una ricerca, voluta dal Telefono Blu in collaborazione con Unioncamere ed Assoturismo ed illustrata oggi da Riccardo Poliziani della Ricerca Datacontact, Antonio Preiti, Presidente della Sociometrica di Roma, e Pierre Orsoni, Presidente di TelefonoBlu. Il 72,8% degli operatori, infatti, è dell'opinione che è proprio su queste risorse deve puntare mentre per il 32,3% è il patrimonio storico-culturale, la notorietà di alcune località, la qualità dell'enogastronomia regionale.
I punti di debolezza? In primo luogo la difficoltà nei collegamenti (32%), quindi l'assenza di una rete che integri le diverse strutture alberghiere ((20%), l'insufficienza quantitativa e qualitativa (17,8%), l'assenza di una politica turistica (15%), e la debolezza di un'immagine turistica della regione, giudicata parzialmente e frammentata. La situazione dello stato del settore, comunque, ha fotografato il fenomeno dello "strabismo" da parte degli operatori: il 44,5% pensa che quest'anno ci saranno nella regione meno turisti rispetto all'anno scorso e solo il 23,3% ritiene il contrario, a causa della politica turistica attuale. I dati che emergono in modo più evidente, infatti, sono la crescita delle presenze; la relativa crescita delle strutture e dell'ospitalità; il disagio delle infrastrutture della mobilità e della destinazione; la qualità e l'ospitalità; le istituzioni non sufficientemente attente. Il livello di soddisfazione in una scala da 1 a 10 è intorno al 5,7, meno della sufficienza, e si teme per un calo effettivo delle presenze e la riduzione delle prenotazioni, anche se la maggior parte attende un numero di presenze uguali se non maggiori. Una maggioranza assoluta, comunque, ritiene che la politica regionale sul turismo sia cambiata in senso positivo. «Per rendere più note la Puglia nel settore turistico - ha sottolineato Piero Orsoni, Presidente Nazionale del TelefonoBlu - la politica della qualità è l'unica frontiera dei prossimi cinque anni, ma per la Puglia occorrono anche le infrastrutture. Oggi si può tentare di uscire dal solo turismo parentale, convincendo sempre di più i cittadini delle località turistiche a diventare protagonisti del turismo con una grande cultura dell'ospitalità. La politica dei prezzi, inoltre, rimane insieme a quella della mobilità, un nodo centrale». Occorre promuovere, inoltre, le varie località con campagne mirate (il 12,1% degli operatori indicano questa debolezza), occasione di visita tutto l'anno (il turismo destagionalizzato) per promuovere l'immagine della regione e pacchetti offerta con imprenditori coordinati (la richiesta è del 64,5% degli operatori). Dalle rilevazioni condotte dal Telefono Blu in 10 anni di presenze e da oltre 3 con uffici locali sul grado di soddisfazione dei turisti-consumatori emergono il disagio nella presenza sulla struttura (albergo, villaggio, residence) e rispetto alla relazione con la località: mancanza d'informazioni, adeguata ospitalità, servizi adeguati (guide, servizi essenziali). Altro problema denunciato sono gli abusi vari e le scorrettezze. Rimane, comunque, positivo il giudizio in merito al mare e cresce l'apprezzamento per la cucina.
I percorsi di riqualificazione del settore indicati, quindi, sono il miglioramento delle strutture ricettive; la promozione della Puglia come regione desiderata (mare, storia, cucina, tradizione) e porto d'Oriente per il Sud Mediterraneo con visite e crociere veloci (Albania Grecia, ex Yugoslavia); il miglioramento della possibilità di accesso (autostrada, autostrade del mare, treni, infrastrutture di accesso); un rapporto più dinamico tra istituzioni ed imprese ed un impegno forte per la realizzazione d'infrastrutture adeguate.
Pierluigi De Santis

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