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Venerdì 22 Settembre 2017 | 17:28

Salento - Mare cristallo, acceso vietato

Così rappresentanti di Legambiente hanno sintetizzato stamani la situazione sulle coste del tacco d'Italia, presentando i dati effettuati da Goletta verde
OTRANTO (LECCE) - «L'acqua del Salento è cristallina, ma se non si paga la si può vedere solo in cartolina». Così rappresentanti di Legambiente hanno sintetizzato stamani la situazione sulle coste del tacco d'Italia. Per Rossella Muroni, portavoce nazionale di Goletta Verde, «dalle nostre analisi, il mare salentino anche quest'anno fa registrare dati positivi con la sola eccezione di Castro Marina in località grotta Zinzulusa, dove il risultato negativo è totalmente legato all'inquinamento microbiologico». «Ciò significa - ha aggiunto - che i biologi di Legambiente hanno prelevato un campione d'acqua subito dopo uno sversamento fognario. Va detto che di fronte a un risultato così grave i biologi hanno voluto ripetere il campionamento a distanza di 72 ore: questa volta il risultato è stato 'non inquinato', una dimostrazione ulteriore che si tratta di sversamenti puntuali, abusivi, incontrollati».
Muroni denuncia però che «nel Salento l'accesso al mare è sbarrato. Per raggiungerlo si devono fare i conti con le concessioni di aree demaniali ai privati. Ma non solo. Accade che la Regione Puglia, per opera dell'ufficio del demanio marittimo, negli ultimi tempi ha offerto una raffica di concessioni demaniali, gettando nello scompiglio interi tratti di costa. Concessioni che si sovrappongono ad altre già esistenti, permessi contrari agli istituendi piani di utilizzo delle coste dei comuni: il tutto senza ascoltare il parere degli enti locali, oppure ignorandolo totalmente».

Concorda il sindaco di Otranto, Francesco Bruni: «L' iniziativa di Legambiente è giustissima, perché pone in problema che sino ad oggi quasi nessuno si era posto, che non è solo quello del libero accesso al mare, ma anche in quali luoghi localizzare le concessioni demaniali e quando si rilasciano bisogna tenere conto di certi limiti quantitativi. Occorre rivedere totalmente la politica di gestione del demanio marittimo. Nel Salento abbiamo una costa splendida perché sino ad oggi non c'è stata un'antropizzazione eccessiva, una presenza dell'uomo invasiva».
Il coordinatore provinciale di Legambiente, Maurizio Manna, ricorda che «tutte le aree protette, istituite e previste dalla legge regionale 19/97, si concentrano lungo la fascia costiera. Eppure, tale immenso patrimonio è minacciato dai pluriennali tentativi di speculazione e dai flussi turistici. Di qui l'assoluta priorità di tutelare le coste salentine, perché significa salvaguardare le possibilità di sviluppo economico dell'intero territorio».

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