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Sabato 23 Settembre 2017 | 05:54

Puglia, liberalizzata la caccia

La caccia alla fauna migratoria sarà possibile su tutto il territorio regionale la mentre quella alla fauna stanziale viene liberalizzata nei cinque ambiti territoriali
BARI - E' stata liberalizzata su tutto il territorio regionale la caccia alla fauna migratoria mentre quella alla fauna stanziale viene liberalizzata nei cinque ambiti territoriali: sono alcune delle novità contenute nel disegno di legge approvato oggi a maggioranza dal consiglio regionale pugliese che prevede modifiche alla legge regionale n.27 del 13 agosto del 1998, la legge sulla caccia.
Le altre novità contenute nel testo approvato oggi sono: la riduzione degli ambiti territoriali da otto a cinque, uno per ciascuna provincia, il restringimento del numero dei cacciatori extraregionali che vengono a cacciare in Puglia riservando loro una quota pari al 4% del numero delle giornate disponibili e comunque mai oltre le 20 giornate. In favore del disegno di legge hanno votato i gruppi della maggioranza di centrodestra e i Ds. Contrari Verdi, Rifondazione Comunista, Socialisti autonomisti e il consigliere Michele Ventricelli (Ds), astenuti i consiglieri della Margherita.
La Regione Puglia - sottolinea il relatore del disegno di legge, Mattia Mincuzzi - «dispone di un agro-silvo-pastorale di ettari 1.651.231 di cui il 25% territorio vietato all' attività venatoria, il 15% del territorio potenzialmente destinato a gestione privatistica (aziende faunistico-venatorie, aziende agro-turistico-venatorie, zone addestramento cani e centri privati di produzione fauna allevata); il 60% del territorio risulta essere utile alla caccia».
«Considerando che l' indice di densità venatoria minima da rispettare per il concetto di caccia programmata è di 19,01 ettari per cacciatore, si rileva - sostiene Mincuzzi nella relazione - che il territorio utile alla caccia dell' intera Regione Puglia potrebbe ospitare un numero pari a 51.680 cacciatori». Poichè i cacciatori pugliesi sono circa 34.100 e considerando per il solo prelievo della migratoria l' intero ambito di caccia regionale pari ad ettari 982.416 «saremmo al di soprea della densità minima prevista dei 19,01 ettari per cacciatore in quanto detta densità passerebbe a 28,8 ettari per cacciatore. Pertanto con il disegno di legge proposto - rileva ancora Mincuzzi - si ritiene che la caccia programmata venga applicata per ogni singola provincia alla sola fauna stanziale e sull' intero territorio agro-silvo-pastorale provinciale utile alla caccia che andrà a costtire un unico Ambito territoriale di Caccia» Per il Verde Mimmo Lomelo, «questa legge è un ulteriore tentativo di dare spazio e di gratificare alcune lobby di cacciatori retrivi e antichi che amano cacciare senza confini e senza ambito mentre il problema resta quello del controllo della caccia su tutto il territorio regionale». Mentre per il portavoce della Margherita, Pietro Pepe, «questa è solo una leggina che non riteniamo essere assolutamente urgente perché siamo in attesa di conoscere la legge nazionale, attualmente in discussione alla Camera, che, di conseguenza, modificherà anche la nostra». Nel corso del dibattito, Michele Losappio (Prc) e Pepe (Margherita) hanno sollevato la questione del futuro lavorativo dei 16 dipendenti degli attuali otto ambiti territoriali di caccia. L'assessore regionale all'agricoltura, Nino Marmo, confortato anche dal parere legale del prof. Garofalo, ha sottolineato «l'impossibilità per la Regione di poter procedere alle assunzioni senza concorso pubblico».
La discussione sulla proposta di legge sul riordino delle comunità montane è stata invece rinviata su proposta delle opposizioni di centrosinistra per un maggiore approfondimento.

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