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Venerdì 22 Settembre 2017 | 12:01

Altamura - Una trebbiatura anni '30

In località Lamalunga il prossimo sabato e domenica si taglierà il grano nel modo antico, a vapore, secondo un'antica tecnica nota solo al «pagliaro»
BARI -Tutto è pronto: la trebbiatrice degli anni '30 ben oliata, il motore a vapore che ansimando prende velocità, facendo muovere attraverso lunghe fasce che agguantano e fanno girare, tutti gli ingranaggi che portano il chicco del grano a separarsi dalla spiga. Sabato e domenica ad Altamura ci sarà la trebbiatura a vapore nella zona di Lamalunga, la lunga ferita carsica, sulla vecchia via Bari, che custodisce nella sua antica grotta, l'Uomo Arcaico di Altamura, scheletro integro di uomo primitivo vecchio di 200 mila anni.
Scoperto nel 1993 dai giovani speleologi di Altamura del Cars, adesso si può vedere grazie a un sistema di video osservazione con telecamere a raggi infrarossi impiantate lungo un affascinante percorso di oltre 60 metri che conduce all'abside roccioso dove si trova l'Uomo.

E' un grano che sa di antico e di fatica, dai muli bendati che «girando a cerchio» e con comandi ritmati pestavano le spighe, alle prime trebbie e fino alle più moderne tecniche di raccolta con le mietitrebbie computerizzate. Dal grano falciato e composto a covoni, con l'aia attrezzata di tutto punto, ai forconi pronti all'uso per arpionare i fasci di grano da sistemare con una raffinatissima tecnica che solo il «pagliaro» sapeva fare, e questo per poter rendere facile l'arrivo del fascio di grano alla «bocca» della trebbia.
Padroni e braccianti, meccanici e manovali, muli e cavalli.
La Masseria nel giorno della trebbia ansima per via di un raccolto che finalmente arriva. Buono o brutto che sia: finalmente il grano cappelli, quello più buono e che dà la forza al Pane di Altamura.Per rivevere quei tempi non bastano le foto. Era necessario ricreare un ambiente, vivere di nuovo quei momenti.
Pasquale Caputo, vecchio mastro meccanico di Altamura e Peppino Carone, maritato a una Ragone della Masseria di Lamalunga, da tanto cercavano di imprigionare nell'oggi questo momento della memoria.Insieme a un loro vecchio amico da poco scomparso, uno dei primi meccanici di trebbia di Altamura, Francesco Maino. E oggi come in sogno che prepotentemente ritorna vogliono realizzare ...«La trebbia che va».

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