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Giovedì 21 Settembre 2017 | 08:57

Boss di Gravina risulta cieco ma guidava: arrestato

Protagonista è il pluripregiudicato Giuseppe Gigante, di 49 anni, riconosciuto come uno dei più pericolosi capi mafia della cittadina murgiana. La presunta patologia gli aveva fruttato la scarcerazione ed un semplice obbligo di soggiorno
GRAVINA IN PUGLIA (Bari) - «Maresciallo, fa caldo, sto andando al mare». Non ha pensato molto prima di giustificare la sua "fuga" da Gravina in Puglia, dove aveva l'obbligo di residenza, il pluripregiudicato Giuseppe Gigante, di 49 anni, sorpreso dai Carabinieri alla guida di una Golf nonostante la sua cecità ventesimale fosse stata certificata più volte, anche durante la sua lunga detenzione in carcere. La "grave" patologia gli aveva consentito di beneficiare degli arresti domiciliari e gli permetteva, ora che aveva solo un obbligo di soggiorno, di andare a Milano per curarsi.
Al maresciallo che ha detto subito di non credergli, Gigante ha giurato che diceva la verità e ha minacciato anche di far vedere il costume da bagno che indossava, ma le sue ragioni sono state subito respinte: è stato arrestato per aver violato gli obblighi della sorveglianza speciale. Al posto del mare e del caldo sole di Trani (Bari), ora passa il suo tempo nella cella di un carcere.
Gigante, ritenuto dagli investigatori un esponente di spicco della mafia di Gravina in Puglia, è affetto - stando ai referti medici - da una «degenerazione coreoretinosi miopica maculare». In sostanza, ha delle macchie sui cristallini che gli impediscono di vedere. La misura del suo visus - hanno certificato i medici - gli consente di contare le dita a 20 centimetri di distanza.
Nonostante queste certificazioni il pregiudicato ieri mattina guidava una Golf sulla quale viaggiava un suo amico. Durante il servizio di appostamento compiuto da Carabinieri in borghese, Gigante è stato visto mentre prendeva dal garage di casa la Golf, faceva salire alla guida dell'auto un suo amico che la guidava fino alla periferia di Gravina.
Appena fuori dalla città, l'auto è stata guidata da Gigante fino all'ingresso di Trani dove c' è stato un altro cambio alla guida: a questo punto sono intervenuti i Carabinieri che lo hanno arrestato.
Le indagini dei Carabinieri sulla presunta cecità di Gigante durano da tempo, da quando in caserma sono giunte segnalazioni nelle quali si afferma che Gigante guida spesso un quadriciclo per le strade di Gravina. Fatto questo che i militari, negli ultimi tempi, avrebbero anche filmato e fotografato, inviando gli atti ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Bari.
Gigante è considerato dagli investigatori uno degli esponenti di spicco della malavita di Gravina in Puglia. Assieme a un'altra ottantina di persone è imputato davanti alla Corte d'Assise di Bari nel processo chiamato "gravina" nei confronti di presunti appartenenti a un'associazione mafiosa dedita a una seri di reati, tra cui tre omicidi. La sua ultima detenzione è durata sette anni: dal 24 maggio '93 al 27 giungo 2000.
Il 16 novembre scorso, invece, Gigante è stato gravemente ferito in un agguato avvenuto per strada. Per il ferimento è stato arrestato due giorni dopo un altro pregiudicato del luogo, Nicola Matera, di 49, tuttora in carcere per il tentativo di omicidio. Secondo quanto fu accertato dagli investigatori, Matera e Gigante sono a capo di due gruppi malavitosi gravinesi che a volte sono alleati e a volte in conflitto tra loro.

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