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Martedì 26 Settembre 2017 | 20:23

Bari - Operazione per dimagrire, muore giovane donna

Quattro interventi chirurgici in 23 giorni perchè pesava 120 chili. E' deceduta il 16 luglio Tiziana Stifanelli, di Galatone (Lecce), sposata e madre di due figli
BARI - Voleva dimagrire, ma è morta dopo aver subito, nel Policlinico di Bari, quattro interventi chirurgici in 23 giorni. La vittima è una donna di 29 anni, sposata con un elettricista, Michele Pano, e madre di due figli, di cinque e tre anni. E' morta il pomeriggio del 16 luglio scorso nel reparto di rianimazione del Policlinico di Bari. Sulla vicenda, dopo la querela presentata dai suoi genitori, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo.
Tiziana Stifanelli viveva a Galatone (Lecce) e lavorava in un call center. Pesava quasi 120 chili e voleva dimagrire: per questo si era fatta sottoporre ad un intervento chirurgico durante il quale medici della seconda divisione di chirurgia del Policlinico, il 17 maggio scorso, le avevano impiantato un by-pass intestinale - a quanto si è saputo - in laparoscopia. Durante l'operazione, durata circa sette ore, alla donna furono asportati anche calcoli alla colecisti.
«Prima dell'operazione - denuncia il padre della vittima, Giuseppe Stifanelli - un medico del reparto disse a mia figlia, che me lo riferì, che l'intervento era a rischio zero e che non sarebbe stato saggio rinviarlo perchè le sue condizioni di salute, a causa dell'obesità, potevano peggiorare già nei prossimi cinque anni. A Tiziana il medico disse anche che lei stava bene e che gli esami compiuti consentivano l'impianto del by-pass».
Ma già dopo il primo intervento - emerge dalla denuncia - Tiziana comincia a vomitare, e continuerà a vomitare «calcoli e liquidi intestinali» per giorni. I genitori della donna si allarmano, chiedono l'aiuto dei medici che, dopo una serie di accertamenti, dispongono un nuovo intervento chirurgico. Così Tiziana viene nuovamente sottoposta (il 31 maggio) ad un secondo intervento che dura anch'esso sette ore. «Prima dell'operazione - spiega il papà della ventinovenne - i medici ci dicono che forse il vomito era provocato dal fatto che il macchinario con il quale si era proceduto a chiudere l'intestino aveva fatto suture da quattro centimetri anzichè di due, oppure, l'altra ipotesi, era che si era creata un'ansa intestinale girata, oppure ancora che c'erano delle aderenze».
Dopo il secondo intervento la donna - stando a quanto è stato denunciato - urina pochissimo, circostanza che viene subito riferita ai medici. «Passano i giorni e Tiziana - racconta il padre - ha problemi respiratori, le compaiono macchie bluastre sulle gambe e i polpastrelli della dita della mani diventano viola. Quindi non solo urinava pochissimo, ma il sangue non circolava bene». L'uno o il due di giugno la donna viene trasferita in rianimazione dove, il giorno successivo, viene sottoposta al terzo intervento chirurgico al termine del quale uno dei medici della seconda divisione di chirurgia dice ai genitori della donna che la loro figlia ha una «peritonite».
Denuncia Giuseppe Stifanelli: «Il professore ci dice: 'Non so se ce la farà perchè vostra figlia aveva anche problemi cardiaci'. Tiziana - continua il padre - era andata in blocco renale e polmonare, era in setticemia».
Dopo una serie di polemiche tra genitori e medici, l'8 giugno la ventinovenne, su indicazione della sua famiglia, viene operata dal prof.Prete, primario di chirurgia del Policlinico di Bari, che - racconta il padre di Tiziana -«asporta a mia figlia 30-40 centimetri di intestino e ci fa capire che non esistono interventi semplici all'intestino; ci dice che qualsiasi intervento all'intestino è un 'interventaccio'.
Passano i giorni e Tiziana resta ricoverata in rianimazione, con la febbre che scende e risale. Fino al pomeriggio del 16 luglio quando qualcuno della rianimazione chiama sul telefonino di Giuseppe Stifanelli e comunica che Tiziana è morta.

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