Cerca

Mercoledì 20 Settembre 2017 | 13:14

«I saldi? In Puglia sono finiti il 15 luglio»

Secondo l'associazione regionale dei consumatori Adoc «i negozianti hanno agito autonomamente ricorrendo al metodo "fai da te" perché, tra sconti "simpatia offerti o richiesti"» la merce il 15 era già venduta
«I saldi? In Puglia sono finiti il 15 luglio»
BARI - «I consumatori aspettavano i saldi? All'Adoc regionale non risulta perché il nostro Comitato di controllo, non ha notato nessun afflusso consistente nei negozi». In una nota, l'associazione dei consumatori dice chiaro e tondo come la pensa sull'andamento dei saldi: «anche quest'anno i negozianti hanno agito autonomamente ricorrendo al metodo "fai da te" perché, tra sconti "simpatia offerti o richiesti direttamente alla cassa, sms giunti sui telefonini cellulari o la spedizione di cartoncini con l'invito a visionare i capi in anteprima, la scelta si è praticamente ridotta". In sostanza, chi ha potuto "piazzare la merce in silenzio", lo ha fatto con tutta tranquillità e convenienza per ambo le parti».
«A questo punto - continua la nota - si può dire che "con il 15 luglio si è chiusa la stagione dei saldi" anche se la fantasia non ha limite perché, girando tra le vetrine il Comitato di controllo, composto dalle volontarie in servizio civile presso l'Adoc Puglia, oggi è incocciato in un caso dove il prezzo di un capo di abbigliamento riportava lo stesso prezzo di ieri (20,99€ con l'aggiunta del prezzo originale pari a 30 €). Solo che, avendo propagandato che la riduzione era del 50%, interpellato il negoziante ha tenuto a precisare che lo stesso capo non si vendeva a 10€, ma a 15€ perché il riferimento allo sconto intero valeva sul prezzo originale e non su quello che già ieri, a suo dire, era stato ribassato del 30%. Un esempio che ci induce, ancora una volta, a richiedere l'abolizione di questo avvenimento che diventa ininfluente».
Anzi, sostiene l'Adoc regionale, «per i comuni mortali, adesso si prospetta il prezzo fisso viceversa, se si rivolgevano anche qualche giorno addietro al negoziante, forse avrebbero potuto spuntare un prezzo più vantaggioso di quello esposto oggi».
«In realtà - continua la nota - se la Puglia fosse una regione a vocazione prettamente turistica, i saldi estivi, più di quelli invernali, non converrebbe regolarli perché in qualche località turistica gli esercenti si guardano bene dal segnalare l'avvio dei saldi perché, per loro, la stagione estiva è ancora in pieno svolgimento. Quindi, perché rinunciare a vendere un "due pezzi" griffato a meno di 168€? Comprendiamo come sia difficile mutare usi e costumi ma se una norma non regge, considerate anche le condizioni economiche della popolazione, perché insistere "nel prendersi in giro? O vogliamo aspettare che i capi vengano presentati dai negozianti e visionati dagli acquirenti in anteprima per videotelefono?"».
Marisa Ingrosso

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione