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Martedì 26 Settembre 2017 | 05:51

Furti in appartamenti, 5 arresti a Brindisi

Prima il furto d'auto, poi i banditi rintracciavano l'indirizzo del proprietario per estorcergli denaro e, se avessero trovato le chiavi, per derubarne la casa. Tra le abitazioni prese di mira quelle di alcuni magistrati
ROMA - La polizia di Brindisi ha arrestato cinque persone ritenute responsabili di furti ed estorsioni. Oltre 300 i furti scoperti, nell'operazione 'Shoppers', dagli agenti della squadra mobile, coadiuvati da unità cinofile e dal reparto volo. L'organizzazione, al cui vertice operavano due personaggi di spicco della criminalità pugliese, entrambi arrestati, si caratterizzava - riferisce un comunicato - per le modalità dei furti: una volta rubata l'auto, i banditi rintracciavano l'indirizzo del proprietario allo scopo di estorcergli denaro e, nel caso avessero trovato le chiavi, per derubarne la casa. Tra le abitazioni prese di mira risultavano anche quelle di alcuni magistrati.
Il gruppo criminale, che disponeva di armi e munizioni e utilizzava un sofisticato sistema di ricetrasmittenti codificate, estendeva il proprio raggio di azione anche nei confronti di esercenti brindisini, grossisti e al dettaglio, imponendo l'acquisto di buste di plastica a favore di un'azienda gestita da uno dei boss dell'organizzazione. Il fatturato del gruppo criminale ammonterebbe a circa 100 mila euro.
A capo dell'organizzazione - secondo gli investigatori - erano Benito Diego, considerato il 'boss' del quartiere Perrino, e Diego Fimmanò, condannato a 14 anni di reclusione per omicidio.
Nei giorni scorsi Leo aveva rilasciato un'intervista a un quotidiano locale nella quale sosteneva di aver «chiuso con la malavita» dal momento che con l'azienda che produce le buste in plastica, il cui acquisto sarebbe stato imposto ai commercianti brindisini, guadagnava bene.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Brindisi Francesco Mattiace, sono state compiute attraverso l'utilizzo di intercettazioni telefoniche, ambientali e filmate. Sono state proprio queste ultime a far individuare i responsabili di numerosi reati compiuti dagli appartenenti al gruppo criminoso. CHA

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