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Lunedì 25 Settembre 2017 | 22:45

«Desertificavano» la Murgia: denunce e sequestri

A pochi giorni dal varo del Parco dell'Alta Murgia, quattro aree "spietrate" e disboscate sono state poste sotto sequestro. 12 gli indagati dalla Procura di Trani
BARI - Primi sequestri in quello che, ormai, a tutti gli effetti è il Parco dell'Alta Murgia.
A pochi giorni dal varo definitivo del Parco, con la pubblicazione della sua istituzione sulla Gazzetta Ufficiale, prosegue incessante l'azione della Procura della Repubblica di Trani che da tempo indaga sullo scempio perpetrato nella zona del Nord Barese di sua competenza.
Secondo il sostituto procuratore della Repubblica di Trani Antonio Savasta l'ennesimo scempio riverrebbe dalla massiccia opera di "spietramento" perpetrata in quattro aree da questo pomeriggio sottoposte a sequestro preventivo in virtù di analoghi ma distinti provvedimenti emessi dai gip del Tribunale di Trani Antonio Lovecchio e Michele Nardi..
In pratica, secondo l'accusa il pietrame delle aree è stato frantumato e dissodato, trasformando i terreni in aree seminative, destinati, cioè, alla produzione di colture.
Si è così distrutto l'habitat naturale, deturpando il territorio, con ingenti danni alla botanica, alla vegetazione ed al naturale sistema idrogeologico, tanto da poter giungere al fenomeno della "desertificazione".
Perciò sotto sequestro sono finiti tre appezzamenti nell'agro di Ruvo di Puglia - in località "Giuncata", "Coppa Caputi", "Lama Cialenti" e uno ad Andria, in località "Posta del Titolo".
In quest'ultima area e nell'appezzamento di "Lama Cialenti", a Ruvo, c'è stata anche opera di disboscamento.
Secondo i risultati della perizia botanica di un consulente della Procura si sono distrutte anche aree boschive rare, caratteristiche della flora murgiana, tra cui la cosiddetta "roverella", una tipica quercia del luogo.
Le operazioni di sequestro sono state eseguita dal Corpo Forestale di Corato.
Oltre 55 gli ettari circoscritti dai "sigilli" della magistratura e 12 le persone iscritte nel registro degli indagati per violazione della normativa sulla tutela ambientale.
Le aree sorgono, infatti, nella cosiddetta Zona a Protezione Speciale decretata dalla Comunità Europea che ha ritenuto il Parco dell'Alta Murgia "sito d'interesse comunitario", tutelando così anche la flora e la fauna.
Perciò qualsiasi opera dei proprietari terrieri e dei loro aventi causa (affittuari, gestori, utilizzatori dei fondo) è sottoposta a particolari divieti e limiti, nonché, ove le opere siano possibili, alla preventiva valutazione d'impatto ambientale della Regione.
L'inchiesta promette sviluppi anche perché il Pm non esclude che l'illecita trasformazione dei terreni ad uso seminativo sia stata finalizzata, tra l'altro, anche alla successiva richiesta di fondi comunitari per le colture. Proprio in zone che addirittura non potevano essere oggetto di coltivazione.
Antonello Norscia

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