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Sabato 23 Settembre 2017 | 05:44

Brindisi - Attacco di peronospora, vigne in ginocchio

Coldiretti chiede lo stato di calamità. La diffusione dell'infezione ha interessato l'80% dei vigneti della zona sud, non si manifestava a questi livelli da oltre cinquant'anni
La coltura vitivinicola brindisina, uno dei comparti agricoli leader in Puglia per qualità e successi internazionali, è stata colpita dalla peronospora, un genere di funghi microscopici, parassiti delle piante coltivate. La diffusione dell'infezione, che ha interessato l'80% dei vigneti della zona sud ed il 30-40% delle colture olivicole e cerealicole, non si manifestava a questi livelli da oltre cinquant'anni.
Nel corso di un'assemblea organizzata dalla Coldiretti di Brindisi, alla quale hanno partecipato tecnici dell'Ispettorato Provinciale Agrario e del Consorzio di Difesa, si è parlato della grave problematica che ha colpito gli agricoltori ed è stato deciso di chiedere alla Regione Puglia lo stato di calamità naturale per le continue piogge delle scorse settimane che hanno innescato a più riprese la diffusione dell'infezione. "Abbiamo chiesto all'Osservatorio delle Malattie delle Piante di Bari ed al Consorzio di Difesa - ha spiegato Salvatore Ripa, Presidente della Coldiretti di Brindisi - di verificare i motivi che hanno determinato attacchi così consistenti ed inusuali della malattia, se si tratta solo di un evento eccezionale o se gli strumenti finora utilizzati per la difesa delle piante, stanno diventando progressivamente inadeguati". Nei prossimi giorni, comunque, la Col diretti di Brindisi incontrerà i sindaci dei comuni più colpiti per individuare le possibile strade per dare un sostegno al reddito degli imprenditori vitivinicoli colpiti. A rischio anche la provincia di Lecce, un vero e proprio mosaico di denominazioni d'origine controllata, per le sofiosticazioni: negroamaro, un vitigno che è alla base di quasi tutti i rossi ed i rosati di quest'area, l'Alezio, il Salice Salentino, lo Squinzano, il Copertino, il Nardò, il Leveranno, il Matino ed il Galatina, tutti a base di uve negroamaro vinificate in purezza o con piccole aggiunte di malvasia nera..

CHE COS'E' LA PERONOSPORA
E' la malattia più diffusa e grave che colpisce la vite. In caso di forti attacchi può essere compromesso tutto il raccolto. E' causata da un fungo microscopico che colpisce le foglie, i germogli ed i grappoli. Gli effetti degli attacchi sono facilmente riconoscibili perché inizialmente si manifestano con la formazione di macchie circolari che possono essere osservate sulla parte superiore della foglia, in corrispondenza delle quali successivamente e nella parte inferiore si può osservare la fuoriuscita di una muffa bianca.
La zona colpita dissecca e, se l'attacco è massiccio, può verificarsi la caduta della foglia. La stessa cosa, ma con effetti più gravi, avviene se l'attacco del parassita avviene sul grappolino anche prima della fioritura. In questo caso la peronospora si presenta allessato e contorto come se fosse stato immesso in una bacinella piena di acqua calda.
Tra l'infezione ed i danni irreversibili alle foglie o ai grappolini trascorrono alcuni giorni che variano a seconda dell'umidità e della temperatura. I due fattori, pertanto, hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo della malattia.
Per la manifestazione della prima infezione è necessaria la caduta di 10 millimetri, la temperatura minima sia di 10 gradi ed i germogli abbiano una lunghezza di 10 centimetri. Questa regola, detta "dei tre dieci", se applicata correttamente, permette di evitare i primi trattamenti antiperonosporici. Per le successive è sufficiente che la vegetazione della vite resti bagnata per almeno 2 ore. In presenza dei tre elementi si procede a trattamenti preventivi con prodotti specifici (poltiglia bordolese, prodotti a base di rame) contro la peronospora. Tra l'infezione la fuoriuscita della muffa bianca deve trascorre un periodo d'incubazione di alcuni giorni. In questi casi si verifica un forte deperimento della vegetazione con una scarsa produzione di fiori e frutti. Difficilmente, comunque, si può arrivare alla morte dell'intera pianta.

P. De S.

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