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Domenica 24 Settembre 2017 | 16:09

Ex ostaggi in Iraq al convento di San Pio

Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio, come avevano promesso dopo la prigionia da parte dei terroristi in Iraq, si sono recati a San Giovanni Rotondo
SAN GIOVANNI ROTONDO (FOGGIA) - Sono arrivati oggi da San Pio per pregare e rendere grazie Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio, come avevano promesso dopo la prigionia da parte dei terroristi in Iraq.
Maurizio Agliana è arrivato a bordo di un pullman accompagnato dalla sua famiglia, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio a bordo di automobili, anche loro con i famigliari. Hanno assistito alla Messa e hanno anche preso la Comunione.
Erano emozionati per aver finalmente potuto pregare nel paese di San Pio. Poi, attorniati da giornalisti, non si sono sottratti alle numerose domande che sono state loro rivolte.
Il primo è stato Umberto Cupertino: «Io sono molto devoto di Padre Pio e ho pregato spesso durante la nostra prigionia». Anche loro - ha aggiunto facendo cenno a Stefio ed a Agliana - si sono uniti a me nelle preghiere perchè conoscevano Padre Pio». «Padre Pio lo abbiamo sentito sempre vicino. La preghiera era la nostra unica speranza». Lo ha sottolineato Umberto Cupertino, che oggi si è recato con la sua famiglia, e con Maurizio Agliana e Salvatore Stefio a San Giovanni Rotondo, a pregare sulla tomba di San Pio.
«Ognuno di noi - ha detto Cupertino - in vari momenti della giornata ha pregato. Non c' è stato un momento particolare per pregare, ogni momento poteva essere utilizzato per farlo».
I vostri parenti hanno pregato - è stata la domanda di un giornalista - affinchè i governanti si affidino alla pace nelle scelte. Secondo voi queste preghiere erano rivolte a qualcuno in particolare? «Credo che la pace piaccia a tutti - ha detto Agliana - non credo che qualcuno di noi desideri la guerra. Ognuno di noi vuole vivere in pace in tutto il mondo. Però c'è sempre un'incognita».
Alla domanda se ritorneranno in seguito a San Giovanni Rotondo, i tre hanno risposto «sicuramente».
«Io - ha chiarito Agliana - come già ho avuto modo di dire qualche tempo fa, sono credente ma non praticante. Nei giorni di prigionia ho iniziato un mio cammino spirituale e vedremo dove mi porterà».
Prima di andare a pranzo ospiti dei frati, Umberto Cupertino ha ribadito: «Durante la prigionia pregavo, pregavo sempre. Avevo solo bisogno di pregare».

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