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Martedì 26 Settembre 2017 | 15:00

CC e poliziotti coinvolti nella faida garganica

Ricostruite dai Ros le dinamiche di un clan simile a quelli siciliani e che ha segnato la zona con 33 omicidi • Le donne hanno rotto l'omertà
FOGGIA - Maxioperazione dei Carabinieri del Raggruppamento operativo speciale e del Comando provinciale di Foggia, nell'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura distrettuale.
Il provvedimento riguarda 123 indagati considerati dagli investigatori esponenti del presunto 'clan' Romito-Libergolis e di altri gruppi garganici collegati, ritenuti responsabili di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsioni, omicidi.
Tre delle 123 ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti di presunti esponenti della mafia del Gargano sono a carico di due carabinieri e di un poliziotto (che ha ottenuto i domiciliari), tutti e tre in servizio nel foggiano. I tre sono accusati, a vario titolo, di favoreggiamento personale e peculato, reati aggravati dalla contestazione di aver favorito un' associazione mafiosa. Tutti e tre sono inoltre indagati a piede libero per concorso esterno in associazione mafiosa.

Attraverso indagini tecniche che fra l'altro, spiegano gli investigatori, in taluni casi hanno consentito di «registrare confessioni ed ammissioni dettagliate di omicidi ed agguati», di documentare summit e cessioni di droga «in tempo reale», i militari ritengono di aver ricostruito le complessive dinamiche nell'area garganica, «segnata dall'impressionante sequela di ben 15 omicidi solo negli ultimi anni e 33 in trent'anni».
L'operazione odierna, viene spiegato, è il frutto dell'incessante impegno dell'Arma per il contrasto nell'area garganica di tutti i diversi settori di intervento illecito.

Controllavano, secondo l'accusa, gli appalti in vari comuni del Gargano i clan che i carabinieri stanno smantellando in queste ore con una operazione per la esecuzione di 123 ordinanze di custodia cautelare in carcere. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Bari Vito Fanizzi su richiesta del pm inquirente della distrettuale barese antimafia, Domenico Seccia.
I gruppi delinquenziali garganici che si fronteggiano in una faida ormai trentennale che ha prodotto una quarantina di omicidi sono, secondo gli inquirenti, tra i più pericolosi d'Italia, soprattutto perché hanno a propria disposizione grandi arsenali di armi e notevoli mezzi economici, provenienti dal traffico di ingenti quantità di armi e di stupefacenti e dalle forti penetrazioni nel tessuto economico.

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