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Sabato 23 Settembre 2017 | 07:49

Bari - Arrestato siciliano "importante"

Rizzo, 23 anni, nel quadro della guerra mafiosa fra i clan, è accusato di aver usato una mitraglietta. Sarebbe un "boss" emergente del quartiere S. Girolamo • Pistola contro poliziotto: arrestato minorenne
BARI - Un giovane pregiudicato catanese, Francesco Davide Rizzo, di 23 anni, arrestato stamane dai Carabinieri sarebbe una pedina importante nella scacchiera della criminalità barese, protagonista della recrudescenza di episodi delittuosi registrata nell'ultima settimana in città. Lo ritengono i Carabinieri che hanno catturato il giovane in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip (giudice per le indagini preliminari) Chiara Morfini su richiesta del Pm della Procura distrettuale antimafia Lorenzo Lerario. Nell'ambito dei controlli avviati per gli episodi delinquenziali degli ultimi giorni, un arresto è stato fatto anche dalla Polizia nelle ultime ore: è stato catturato Vincenzo Grosso, trovato in possesso di una pistola Magnum 357 e di proiettili, oltre che di una parrucca che forse gli serviva per sfuggire a identificazioni.
Il giovane arrestato dai Carabinieri - che ha precedenti penali per reati contro il patrimonio - vive e risiede da tempo nel quartiere barese di San Girolamo, storica roccaforte del clan Strisciuglio, uno dei clan più agguerriti della città. Ma la "roccaforte" San Girolamo è stata violata ormai da molti mesi, almeno da quel 13 agosto nel quale venne ucciso sotto casa sua, proprio nel quartiere San Girolamo, Franco Strisciuglio, di 33 anni, fratello del "boss" "Mimmo la luna".
Rizzo è accusato di uso e possesso di una mitraglietta aggravati dalla finalità di agevolare un'associazione delinquenziale di tipo mafioso: l'associazione "agevolata" sarebbe un nuovo gruppo che si sta affermando proprio nel quartiere San Girolamo e del quale Francesco Rizzo sarebbe elemento di rilievo. Anzi - secondo i Carabinieri che da parecchi mesi "studiano" le mosse di Rizzo - forse era il giovane catanese che, nella guerra decennale che oppone gli Strisciuglio al clan di Bari vecchia dei Capriati, stava introducendo elementi di novità: sarebbe stato, infatti, visto spesso con elementi usciti dal clan Strisciuglio e sarebbe certamente vicino ai Capriati. L'arma che egli avrebbe usato documenta infatti - secondo gli investigatori - la sua vicinanza ai Capriati, giacché è stata utilizzata per un ferimento attribuito al clan di Bari vecchia.
Un nuovo gruppo delinquenziale, quindi, con Rizzo come elemento di rilievo contrasterebbe gli Strisciuglio, dopo essersi alleato con i loro nemici di sempre, i Capriati. Questi da qualche tempo tentano di conquistare la storica egemonia loro sottratta dai rivali quando, nel '91, il capo indiscusso del clan di Bari vecchia, finì in carcere insieme con i boss dei clan del quartiere San Paolo, praticamente per la prima volta, pur essendo già da tempo un capo riconosciuto della delinquenza locale.
Particolarità della guerra che i clan si stanno muovendo ora a Bari, e che ormai dura da alcuni anni, è che si combatte anche in pieno giorno per le strade della città, sparando all'impazzata decine di colpi. Per eliminare i rivali, certo, ma senza temere vittime innocenti. Come stava per accadere tre giorni fa, quando, per far fuori un pregiudicato, sono state colpite due donne e una bambina di tre anni che erano vicine a lui. O quando il 2 ottobre 2003 nella ex frazione di Carbonara, Gaetano Marchitelli, 16 anni, garzone in una pizzeria, si trovò al centro di un fuoco incrociato. O quando, nel luglio 2001, Michele Fazio, 15 anni, garzone in un bar, mentre tornava a casa dopo il lavoro, si trovò sulla traiettoria del fuoco impazzito di una banda che si aggirava nei vicoli di Bari vecchia.
Sia per l'uccisione di Michele Fazio sia per quella di Gaetano Marchitelli le indagini non hanno dato sinora grandi risultati: per la morte di Gaetano è indagato un minorenne; per Michele, invece, le indagini sono state archiviate.

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