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Giovedì 21 Settembre 2017 | 08:57

Ruvo di Puglia - Sequestrate 22 cave di marmo

Operazione dei carabinieri a tutela delle norme per la tutela ambientale. I siti erano gestiti da sette ditte, ma si trovano in un'area naturale protetta. Per le indagini che hanno portato al blocco è stato anche impiegato un elicottero
RUVO DI PUGLIA (Bari) - Ventidue cave di marmo sono state poste sotto sequestro oggi a Ruvo di Puglia dai carabinieri per violazione delle norme per la tutela ambientale.
Secondo quanto hanno accertato i militari, le sette ditte che gestivano gli impianti conducevano l'attività estrattiva in area naturale protetta, sottoposta a protezione speciale e a vincolo paesaggistico, un'area considerata sito di interesse comunitario ("Sic"), senza le prescritte autorizzazioni e senza la valutazione di impatto ambientale. In questo modo avrebbero deturpato e distrutto in modo irreparabile porzioni intere di territorio protetto.
Il sequestro è stato compiuto dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Bari, insieme con i militari della compagnia di Trani e della caserma di Ruvo, con l'impiego anche di un elicottero del 6° Elinucleo carabinieri di Bari. I militari hanno eseguito decreti di sequestro preventivo emessi dai giudici per le indagini preliminari di Trani Michele Nardi e Antonio Lovecchio, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Francesco Bretone.
I sequestri sono stati disposti - spiegano gli investigatori - anche sulla base di un principio giurisprudenziale introdotto di recente dalla Cassazione, già utilizzato quest'anno dal Tribunale del Riesame di Bari per rigettare ricorsi contro provvedimenti di sequestro del tribunale di Trani presentati sulla stessa materia da ditte operanti nel comune di Minervino Murge. In base a tale principio, le porzioni di territorio soggetto a particolare tutela come le Zone di protezione speciale ("Zps") o i Siti di interesse comunitario ("Sic") meritano una tutela particolare, tale da far prevalere l'interesse collettivo alla bellezza del territorio rispetto a quello economico individuale dell'imprenditore.
L'operazione di oggi è nell'ambito di una vasta azione di monitoraggio del territorio eseguita dai carabinieri del Noe e dall'Arma di Trani, con lo scopo di localizzare e neutralizzare il deturpamento e lo sfruttamento della Murgia.

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