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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:32

Rignano Garganico - L'ultimo campanaro cerca allievi

E' l'ultimo campanaro ufficiale, l'unico dotato di un regolare «patentino» e di un berretto da campanaro e vive nel più piccolo comune della Montagna del Sole. Iniziò a 5 anni
RIGNANO GARGANICO - E' l'ultimo campanaro ufficiale, l'unico dotato di un regolare «patentino» e di un berretto da campanaro e vive nel più piccolo comune della Montagna del Sole. Si tratta di Tonino Vigilante, muratore di 52 anni, residente da sempre a Rignano Garganico. E' lui ad occuparsi quotidianamente delle campane della locale Chiesa matrice, come noto dedicata a Maria Santissima Assunta, la struttura sorta in paese probabilmente nel XIII secolo.
Fin da bambino, da quando iniziò la sua insolita attività sotto la guida dell'abile «maestro» Michele Pignatelli (figlio di Matteo, il più anziano campanaro che i locali ricordano), che lo ha introdotto nella nobile arte dello scampanellio. Vigilante ha appreso da Pignatelli come e quando suonare per una festività, per un lutto e per un evento di calamità (o di eccezionale gravità). Allo stesso modo si è dovuto impegnare per capire a che cosa servivano le tre campane della chiesa madre, come noto sotto la giurisdizione ecclesiastica della diocesi di San Severo: quella piccola, quella media e quella grande.
«La piccola si suona per i bambini defunti - spiega Vigilante all'agenzia Garganopress - la media quasi mai, mentre della grande si fa diverso uso. Si annuncia una festività cristiana, un matrimonio, la prima comunione e via discorrendo. Si utilizza anche per annunciare il triste trapasso di qualche concittadino: due tocchi e due rintocchi per i defunti maschi, due tocchi e un rintocco per i morti di sesso femminile». Tonino suona le campane di Maria Santissima Assunta dall'età di 5 anni quando fu introdotto al lavoro dall'anziano campanaro. Da allora si è messo sempre a disposizione dei parroci dall'alba alla notte inoltrata. Nel corso della sua carriera da campanaro, tuttavia, ha dovuto interrompere la sua attività in tre occasioni: tra i 10 e 12 anni perché costretto a recarsi in collegio ad Ascoli Satriano (dove ebbe vita difficile); in giovane età per un matrimonio poco riuscito e nella fase delle cosiddette «campane elettriche», quando lo scomparso parroco don Pasquale Granatiero, decise di meccanizzare gli impianti della chiesa matrice, mandando in «pensione», si credeva per sempre, lo stesso Vigilante. Così non è stato, con la rottura dell'impianto meccanico e con l'arrivo del nuovo parroco don Fabrizio Longhi, si è deciso di ripristinare l'antico mestiere e di riaffidare l'incarico di campanaro appunto a Vigilante che, incurante di neve, pioggia, caldo o freddo, continua da anni a far ascoltare ai locali la dolce melodia delle tre campane, ubicate sulla facciata (mai completata) della chiesa madre di Rignano.
«E' stato il destino a volere che facessi questo lavoro, per il quale non percepisco compensi, io faccio il muratore per vivere - aggiunge l'interessato - per ben tre volte mi sono dovuto allontanare dalle campane della chiesa madre e per ben tre volte mi sono ritrovato a loro vicino senza richiederlo. Tutto è cominciato, a mio avviso, in seminario ad Ascoli Satriano. Fui costretto ad andarci per volere dei miei, ma non riuscii ad abituarmi a quello stile di vita. Volevo vivere libero e senza impegni, volevo salire sul tetto delle chiese e da lassù suonare le campane, facendo ascoltare il loro suono a quanta più gente possibile. Chiesi ai miei genitori, per lettera, di venirmi a prendere in collegio, altrimenti sarei scappato. Così fu. Mi venne a prendere mio zio con la sua scattante Fiat 600. Ricordo che il rettore di Ascoli venne anche a Rignano per tentare di convincermi a ritornare in seminario, ma io testardo com'ero non ho accettato. E oggi sono felice di quella scelta».
Vigilante, che per suonare le campagne oggi è costretto a seguire rigidissime misure di sicurezza, imposte dalla legislazione in materia (guanti, scarponi adeguati, ecc.), ha chiesto espressamente di poter insegnare l'arte dello scampanellio a qualche ragazzo del posto, perché non si interrompi questa tradizione, verso cui il parroco don Fabrizio ha rivolto il massimo del suo interessamento. Per cui le iscrizioni sono aperte, chiunque voglia imparare questo «mestiere» può rivolgersi all'ultimo campanaro della piccola Rignano.Ultimo campanaro di Rignano Garganico

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