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Sabato 23 Settembre 2017 | 02:20

Ilva - Riprende a marciare la batteria 3

Riva ha dato seguito agli impegni assunti nell'aprile scorso di destinare 60 milioni di euro al controllo delle emissioni in atmosfera
TARANTO - Per una spesa di circa 25 milioni di euro, è stata messa in esercizio la batteria 3 dell'Ilva per la produzione autonoma di carbon coke. Con l'avvio dell'impianto di produzione del «carburante» per ogni impianto siderurgico il patron Riva ha così dato seguito agli impegni assunti nell'aprile scorso di destinare 60 milioni di euro al controllo delle emissioni in atmosfera. L'avvio di ripristino delle batterie (3,4,5 e 6) è stato possibile all'Ok dato dalla Regione Puglia al gruppo Riva dopo che gli stessi impianti furono bloccati nell'estate del 2002 da un'ordinanza emessa dal Sindaco del Comune di Taranto, Rossana di Bello, e dalla Procura tarantina.
Il provvedimento regionale di via libera non è avvenuto in seguito alle Bat, le migliori tecniche disponibili per la prevenzione ed il controllo dell'inquinamento industriale quali tecnologie per l'attuazione di una stagionata direttiva dell'Unione Europea e non ancora recepita dal Governo italiano, ma, appunto, all'autorizzazione alle emissioni all'Ilva stessa. Proprio per questo la Regione, facendo seguito all'incontro del febbraio scorso, ha inteso percorrere questa strada per garantire all'impianto siderurgico un regolare ciclo produttivo.
Queste quattro batterie, entrate nel mirino di Comune e Procura per il loro altro tasso d'inquinamento atmosferico prodotto, ha costretto la proprietà a rifornirsi successivamente all'estero.
Dalla Cina, infatti, sinora è arrivato il minerale necessario, che per gli altiforni sta come il carburante alle auto. La provenienza cinese ha, comunque, creato gravi difficoltà al gruppo Riva per gli alti costi che hanno dovuto affrontare ed, ultimamente, anche ad un minore flusso di coke per via della regimentazione che la stessa Cina ha imposto alla sua esportazione.
L'avvio della prima delle quattro batterie ha coinciso con l'incontro a Bari per la verifica del secondo atto d'intesa relativo all'intera questione ambientale con il Commissario Delegato per l'Emergenza Ambientale, il Presidente della giunta regionale Raffaele Fitto, fra l'Ilva, sindacati metalmeccanici e confederali, i Comuni di Taranto e Statte.
Nell'incontro Riva si è impegnato a dare risposte immediate sulla mitigazione dell'impatto ambientale con un maggior controllo dei parchi minerali, cokerie, movimentazioni e l'anticipazione della BAT.
L'Ilva, anticipando le Bat, ha indicato che agirà, così come approvato dal Consiglio comunale di Taranto, su parchi minerali, particolarmente, con le opportune coperture sui nastri trasportatori, che dal Porto Mercantile giungono sino allo Stabilimento, per evitare la dispersione di materiali volatili pericolosi. Particolari accorgimenti, poi, saranno addottati all'interno dello stabilimento siderurgico sui cumuli dello stesso minerale stoccato minerale anche con l'abbassamento dei limiti previsti per la loro irrigazione automatica dei Parchi Minerali, sarà predisposto l'allontanamento dal muro di cinta dei cumuli per determinare un'ulteriore barriera naturale tra i minerali e il centro abitato e saranno avviati interventi sulla logistica interna.
Parallelamente, nel corso dell'incontro, sono state valutate le proposte, avanzate dai Comuni di Taranto e Statte, sui primi interventi, da cantierizzare entro la fine di quest'anno, per il risanamento e gli interventi di tutela ambientale nei loro territori.
Per la totalità della bonifica sono già disponibili 56 milioni di euro, derivanti da uno stanziamento regionale, cui sarà possibile aggiungerne altri 6 milioni, derivanti da una delibera CIPE che ha ricevuto l'approvazione per la Puglia.
Paolo Lerario

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