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Mercoledì 17 Gennaio 2018 | 08:23

Puglia - Centrosinistra «pigliatutto»

Tre province (Bari, Taranto e Lecce) vinte al primo turno e una quarta (Brindisi) sulla quale si deciderà al ballottaggio • Divella apre a Fitto: «Collaboriamo»
Puglia BARI - Tre province (Bari, Taranto e Lecce) vinte al primo turno dal centrosinistra e una quarta (Brindisi) sulla quale si deciderà al ballottaggio tra candidati separati da pochi punti percentuali. Il comune di Bari clamorosamente «strappato» al centrodestra che, comunque, riconquista Brindisi, mentre rischia di perdere Foggia che andrà al ballottaggio con il candidato del centrosinistra (sostenuto solo da una parte della coalizione), in vantaggio di oltre sette punti percentuali.
Anche in Puglia le amministrative confermano l'affermazione avuta nel resto d'Italia dal centrosinistra, in parte contraddetto dai risultati per le europee dove i pugliesi eletti nel centrodestra sono in maggioranza. Sono infatti eletti certamente in An Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce, e Salvatore Tatarella (segretario regionale), primi dei non eletti dietro Fini, Alemanno e Gasparri che rinunceranno, e Marcello Vernola (ex presidente di centrosinistra della provincia di Bari passato a Forza Italia) che risulta eletto perchè Silvio Berlusconi rinuncerà per incompatibilità.
Più incerta, invece è la situazione nel centrosinistra dove il pugliese Enzo Lavarra è primo dei non eletti (potrebbe entrare se rinunciasse Michele Santoro eletto nel nord ovest). Nel Prc Nichi Vendola è primo dei non eletti e potrebbe entrare se Bertinotti rinunciasse.
Il dato più clamoroso nella regione è senz'altro quello di Bari dove il centrosinistra ha recuperato un gap storico nei confronti del centrodestra che nelle ultime elezioni era stato di circa 20 punti percentuali.
Candidato proposto dalla società civile e sostenuto dai partiti del centrosinistra, Michele Emiliano ha sbaragliato non solo il suo principale antagonista Luigi Lobuono, ma ha anche avuto una fortissima affermazione della lista civica che porta il suo nome e che è diventata la principale forza politica in città con il 18% dei voti e 12 seggi. Una affermazione che ha messo in ombra anche i partiti alleati a cominciare dai Ds, che resta il primo partito della coalizione, ma che conquista solo 6 seggi, uno in meno delle precedenti amministrative nelle quali era però all'opposizione. E mentre il centrosinistra ora dovrà gestire questa nuova e complessa situazione, nel centrodestra è già cominciata l' analisi della sconfitta.
Per Raffaele Fitto l'analisi non può essere fatta a caldo, ma ragionata con calma, mentre proprio a caldo il segretario regionale di An, Salvatore Tatarella, prima invita a non cercare capri espiatori, e poi sbotta: «Gli errori che ha fatto Fitto in questa campagna elettorale sono stati enormi e ne paghiamo le conseguenze». Il riferimento è al tempo che il centrodestra ha perso nella scelta del candidato e al fatto che, secondo Tatarella (la cui candidatura era sostenuta da An ma avversata da Forza Italia) invece di discutere dei programmi «per mesi si è discusso solo di nomi». Un gap lamentato anche dal candidato sconfitto del centrodestra, Luigi Lobuono, che, nei suoi primi commenti ha spiegato la sconfitta anche con lo scarso tempo avuto a disposizione per la campagna elettorale, cominciata per lui solo 40 giorni fa.
Paola Laforgia

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