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Venerdì 22 Settembre 2017 | 15:41

Pagamento Ici - Mini boom a Bari (+17,56%)

Il gettito dell'imposta sugli immobili è cresciuto principalmente nelle città del sud mentre al nord il prelievo resta più elevato in termini assoluti
Pagamento Ici - Mini boom a Bari (+17,56%)
ROMA - Tra il 1998 e il 2003 il gettito dell'imposta sugli immobili è cresciuto principalmente nelle città del sud mentre nelle città del nord il prelievo resta più elevato in termini assoluti ma sostanzialmente stabile o in calo. E' quanto emerge da una elaborazione dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre: negli ultimi 5 anni a Palermo il gettito è cresciuto dell'11,55%, a Bari del 17,56% e a Cagliari addirittura del 18,49%. Mentre è Venezia, tra i principali Comuni italiani, ad occupare la prima posizione in classifica sul fronte opposto, con una diminuzione del gettito Ici nello stesso periodo di tempo preso in esame del 19,28%.
Tuttavia, anche le altre grandi città del settentrione diminuiscono il peso di questa imposta.
Così, nonostante le cifre più consistenti giungano da Roma e Milano, che lo scorso anno hanno incassato dall'Ici rispettivamente 774 milioni 405mila 250 euro e 322 milioni 743mila 232 euro, è nel Mezzogiorno che si rilevano gli indicatori di crescita maggiormente significativi; e questo accade proprio nelle città che hanno un gettito Ici inferiore; come a Bari che nel '98 aveva un gettito Ici di 56 milioni 161mila 244 e che nel 2003 è arrivato a 66milioni 25mila 424; come a Cagliari, passata da 24 milioni 589mila 7 euro a 29 milioni 134mila 537, e come a Palermo da 48 milioni 682mila 44 euro a 54 milioni 303mila 194 euro.
L'unica area del Sud del paese a rappresentare un'eccezione è quella napoletana dove il gettito Ici è diminuito del 5 per cento scendendo dai 146 milioni 540mila euro del '98 ai 139 milioni 176mila del 2003. Situazione molto simile a quella di Roma scesa, nel medesimo periodo di tempo, del 6,52 per cento, e a quella di Firenze (-6,57 per cento) e di Milano (-7,68 per cento).
«Dati, questi appena elencati, che devono tener conto della specificità di questa imposta che - come ricorda il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi - si paga non solo sulle abitazioni ad uso civile ma anche sui terreni edificabili, sui fabbricati industriali e in quelli commerciali. Inoltre, il gettito complessivo, a parità di aliquota tra città e città, è influenzato dal valore degli immobili che viene determinato dalle normative catastali. Oggi, ai Comuni è data un'ampia potestà regolamentare che consente ai primi cittadini di ogni città di variare le aliquote, di favorire le detrazioni per le famiglie bisognose, etc. In linea generale le aliquote Ici oscillano tra il 4 e il 7 per mille ma sono numerosissimi i casi in cui possiamo trovare aliquote inferiori o superiori a questa forbice».

Una mappatura dettagliata quella redatta dalla Cgia di Mestre in cui emergono nitide le differenze tra Nord e Sud del paese creando un'altra geografia dell'Ici quando si parla di gettito pro capite. Così ad aver visto lievitare le uscite per le imposte sono stati i baresi che dal 1998 al 2003 sono cresciute del 23,25% giungendo a quota 208,76 euro; seguiti dai cagliaritani con 21,25% di aumento di gettito Ici per un importo medio pro capite di 178 euro.
A Palermo, invece, l'incremento nel quinquennio preso in esame è stato dell'11,63% mentre il cittadino medio del capoluogo siciliano si «accolla» solo 79,15 euro. Mentre ancora in cima alla graduatoria delle contrazioni del gettito Ici è Venezia dove è stata calcolata una diminuzione di esborso pro capite del 13,16 per cento, arrivando a 192,02 euro. Notevole anche il decremento rilevato per Genova (-10,45 per cento). Bologna, invece, è prima quando si osservano i dati assoluti con 304,56 euro pro capite, seguita da Roma (304,18), e da Firenze (300,72).

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