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Lunedì 25 Settembre 2017 | 10:03

Taranto - Morì schiacciata da scuolabus: due richieste di rinvio a giudizio

A rischiare il processo per omicidio colposo sono l'autista del mezzo e la donna che aveva il compito di accompagnare i piccoli passeggeri, tra cui la bimba di 4 anni che perse la vita
TARANTO - Il pubblico ministero Salvatore Cosentino ha chiesto il rinvio a giudizio per due delle tre persone indagate nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di una bimba di 4 anni che il 14 febbraio del 2003 fu investita e uccisa dallo scuolabus che doveva riportarla a casa. L'episodio si verificò in via Verdi, dinanzi alla scuola materna «Gabelli» del rione Tamburi a Taranto.

A rischiare il processo per omicidio colposo sono l'autista del mezzo e la donna che aveva il compito di accompagnare i piccoli passeggeri.

Il dottor Cosentino ha invece chiesto l'archiviazione per il custode della scuola «Gabelli», assistito dall'avv. Egidio Albanese. Dagli atti è emerso che le responsabilità della scuola materna «Gabelli» (cioè dei dipendenti della stessa) terminavano al cancello del plesso, e dunque il titolare dell'indagine ha ritenuto di poter escludere una possibile colpa dell'addetto alla vigilanza del cortile nella morte della bimba. A questa conclusione il dottor Cosentino è giunto con l'analisi dei documenti contenuti nel fascicolo, ovvero dalla perizia fatta eseguire sul bus-killer, posto sotto sequestro immediatamente dopo l'incidente mortale, e dall'informativa redatta dagli agenti della polstrada, guidati dal vicequestore aggiunto Dolores Rucci, a cui toccò effettuare i rilievi di rito e raccogliere le testimonianze di quanti assistettero alla drammatica scena.

Per il pubblico ministero, le imprudenze o negligenze vanno ricercate al di fuori del plesso scolastico. Emergono, dunque, le responsabilità dell'autista e dell'assistente accompagnatrice, dipendenti di una ditta di trasporto che per conto del Comune svolgeva il servizio. I due, entrambi trentenni, fornirono agli inquirenti versioni contrastanti. Il primo sostenne di aver ottenuto il via libera dalla sua assistente. Seconda la donna, invece, sarebbe il conducente ad avviare imprudentemente i motori. Quando l'autista partì con l'autobus, due bambine si trovavano ancora per strada. Entrambe furono subito trasportate alla clinica «San Camillo»: una giunse priva di vita, l'altra fu medicata e giudicata guaribile in tre giorni. La scena che si presentò ai soccorritori fu davvero straziante. La piccola vittima dell'incidente aveva il cranio fracassato: inutili si rivelarono i tentativi di rianimarla.

Spetterà al giudice per l'udienza preliminare, nelle prossime settimane, decidere se rinviare o meno a giudizio le due persone accusate di omicidio colposo.

Mimmo Mazza

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