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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 04:18

Lecce - Parte colpo da penna-pistola e muore

La vittima di 28 anni stava giocando con l'arma una monocolpo calibro 22, che gli investigatori ritengono che sia stata costruita in un paese del Nord Europa
LECCE - Dopo tre giorni di agonia è morto oggi il giovane Fabio Stefanelli, di 28 anni, di Spongano (Lecce), che nella notte tra sabato e domenica scorsi si era ferito accidentalmente mentre mostrava ad alcuni amici un' arma artigianale della quale era entrato in possesso. Un proiettile calibro 22 era stato sparato dalla penna-pistola che aveva con sè e lo aveva colpito alla testa. Era stato ricoverato in fin di vita nel reparto di rianimazione dell' ospedale «Vito Fazzi». Cuore, reni, fegato e cornee gli sono stati espiantati su decisione dei genitori.
Le indagini hanno accertato che si è trattato di un incidente. Stefanelli, dopo avere trascorso insieme con alcuni amici la serata di sabato in un pub di Cursi, e prima di rincasare, ha estratto da una tasca la penna-pistola, avuta chissà come. E mentre la maneggiava, senza cautele, è partito il colpo che si è conficcato nella regione occipitale sinistra. Gli amici hanno cercato di soccorrerlo in attesa che sul posto giungesse l'autoambulanza del 118. Stefanelli veniva trasportato dapprima all'ospedale civile di Poggiardo, ma per la gravità della ferita ne veniva disposto il trasferimento al «Vito Fazzi» di Lecce dove era sottoposto ad intervento chirurgico per l'estrazione del proiettile.
Le indagini avviate dai carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce Imerio Tramis, hanno riscontrato la veridicità delle dichiarazioni dei tre amici della vittima, i quali peraltro sono stati sottoposti alla prova dello stub, che ha dato esito negativo.
L' inchiesta dovrà ora stabilire come il giovane, che ultimamente viveva a Bologna dove lavorava come autista presso un' impresa di trasporti e che sino a poco tempo fa ha aiutato il padre, imprenditore di struzzi, possa essere venuto in possesso della penna modificata in pistola. A proposito dell'arma, una monocolpo calibro 22, gli investigatori ritengono che sia stata costruita in un paese del Nord Europa.
Quando il quadro clinico è peggiorato, la famiglia ha deciso di donare gli organi di Fabio. Per l'espianto sono giunti a Lecce medici da Bari e Bologna.

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