Cerca

Mercoledì 20 Settembre 2017 | 22:17

Elisa Springer a Bari: ho subito la guerra perciò a me Sharon non piace

Lei, ebrea austriaca sopravvissuta ad Auschwitz ed autrice di due libri di successo, è intervenuta a Bari ad una manifestazione della Fondazione onlus Popoli & Costituzioni
BARI - «Tutto quel che accade oggi, e non solo in Iraq, in Palestina o in Israele, non succederebbe se ci fosse dialogo. Una vendetta continua è la cosa più sbagliata. Ci vuole il dialogo, ci vuole la parola». Lo ha detto Elisa Springer, ebrea austriaca sopravvissuta ad Auschwitz ed autrice di due libri di successo, in una conversazione tenuta col magistrato Nicola Magrone nel teatro Abeliano di Bari nell'ambito di una manifestazione organizzata dalla Fondazione onlus Popoli & Costituzioni «per rendere omaggio ad una lucida e profonda protagonista della più truce pagina della storia contemporanea».
«Sharon - ha detto Elisa Springer, esemplificando il suo concetto sulla necessità di dialogo - è un uomo che vuole la guerra, è un militare e per lui la guerra è una cosa normale. Io che ho subito la guerra sulla mia pelle non posso essere per la guerra; per questo a me Sharon, personalmente, non piace. Una guerra non porta mai bene, porta solo distruzione, morte e disastro». All'incontro - che si è concluso con un lungo applauso tributato a Elisa Springer da alcune centinaia di persone, tutte in piedi - hanno partecipato l'attore e regista Vito Signorile, che ha letto alcuni testi e articoli delle leggi razziali fasciste, e il sassofonista Roberto Ottaviano con interventi musicali.
Razzismo, totalitarismo, giustizia, perdono sono i temi che - in un'atmosfera a metà strada tra la piece teatrale, per gli interventi di Signorile e Ottaviano, e l'incontro di studio - Nicola Magrone ed Elisa Springer hanno affrontato.
«La mia vita è finita - ha detto Elisa Springer - quando avevo vent'anni; dopo, ho conosciuto quasi soltanto la sofferenza. Avevo vent'anni nel '38, quando mio padre fu arrestato e deportato a Buchenwald. A dicembre dello stesso anno, mio padre morì. Ci mandarono un'urna, e nient'altro». Sono passati così dinanzi agli occhi di tutti, attraverso il racconto di Elisa Springer, i vagoni bestiame per i trasporti di persone, le torture e gli sterminii di Auschwitz, i camini fumanti, il fango delle angherie, gli esperimenti genetici del famigerato Mengele. Ma attraverso il racconto che si dipanava sulle domande di Magrone - presidente onorario della fondazione Popoli & Costituzioni e, di recente, autore del libro «Codice breve del razzismo fascista» - sono passate anche le vicende e le torture di oggi, l'Iraq, Israele, la Palestina.
Tratto di distinzione della lezione di Elisa Springer è stato la sua scelta del perdono per i suoi carnefici, allora ed oggi, come strumento indispensabile per un avvenire di pace: «Io so benissimo - ha detto - che non è facile capire tutto questo, è molto difficile. Ma io che ho provato l'odio dell'uomo non posso agire nello stesso modo». Allora, ha chiesto provocatoriamente Magrone, perchè il dovere della memoria? «Io - ha risposto Elisa Springer - ho perdonato per quel che è stato fatto a me e ai miei cari, seguendo il mio raggionamento che bisogna perdonare se si vuole essere un giorno perdonati da Dio: perchè ognuno di noi ha qualche colpa da farsi perdonare. Ma per il resto, per il perdono collettivo bisognerebbe chiedere ai morti».
Altra peculiarità di Elisa Springer, segnata anche dopo il lager da una vita difficile e tormentata, è quella di dichiararsi «una buona ebrea cattolica» e «una buona cattolica ebrea». «E, dopo tutto - ha aggiunto con orgoglio - anche Gesù Cristo è nato ed è morto come ebreo, la madonna era ebrea. Io, cari amici, dico questo: o ebrei o cattolici o protestanti o musulmani, qualunque sia la religione che ciascuno di noi professa, la cosa importante è vivere secondo la legge di Dio».
Magrone ha sottolineato che l'iniziativa di Popoli & Costituzioni si iscrive «nell'ormai lunga serie di occasioni di riflessione, di discussione e di impegno perchè si giunga a costruire la capacità di ciascuno e di tutti di cogliere e di condividere, qui ed ora, oggi, le ragioni della democrazia».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione