Cerca

Domenica 24 Settembre 2017 | 03:21

Discarica a Trani, 3 citazioni a giudizio

Accusati di invasione di terreni e violazione della normativa in materia di discariche: il legale rappresentante dell'Ecoerre Michele Schino, il direttore dei lavori Carmine Carella, e Andrea Leone, amministratore unico dell'impresa edile Gecos
TRANI - Nuovi sviluppi giudiziari per la discarica di rifiuti speciali non pericolosi Ecoerre, in realizzazione nell'agro di Trani.
La vicenda sfociata prima in alcune manifestazioni cittadine di protesta contro l'insediamento e poi nella denuncia dell'Amiu tranese per presunte difformità nell'esecuzione delle opere, si arricchisce di altre due importanti pagine: una relativa al sequestro preventivo che fu disposto dal Tribunale di Trani, l'altra sul decreto di citazione a giudizio di tre persone che dovranno comparire il 10 novembre innanzi al Tribunale di Trani con l'accusa di invasione di terreni e violazione della normativa in materia di discariche.
Queste, infatti, le accuse mosse dal sostituto procuratore della Repubblica di Trani Giuseppe Maralfa nei confronti del legale rappresentante dell'Ecoerre Michele Schino, del direttore dei lavori Carmine Carella, e di Andrea Leone, amministratore unico dell'impresa edile Gecos, di Andria, che ha materialmente eseguito i lavori dell'impianto.
Secondo il Pubblico Ministero tranese, i lavori sarebbero stati realizzati in modo difforme rispetto a quanto previsto dal progetto autorizzato dalla Provincia, violando la normativa Ronchi, sconfinando nel suolo dove sorge la discarica dell'Amiu, e realizzando manufatti in cemento armato senza concessione edilizia e senza il rilascio della concessione edilizia del Comune di Trani.
In pratica, l'impianto di smaltimento dei rifiuti non sarebbe stato conforme né al parere del comitato tecnico provinciale del '97, né al progetto approvato nel '99 dalla giunta provinciale. Contestato lo sconfinamento (di 104,09 mq) in terreni dell'Amiu, nonchè la realizzazione, senza concessione edilizia, di una strada lungo il confine e di strutture metalliche con fondazioni di cemento armato. Inoltre la posa delle opere non avrebbe consentito la prevista realizzazione della strada d'ispezione, delle rampe d'accesso ai bacini di sbancamento e degli impianti antincendio e d'illuminazione.
Ma una relazione tecnica della difesa giunge a conclusioni opposte.
Il Pm aveva chiesto al Gup Giulia Pavese un incidente probatorio perché un perito del tribunale si esprimesse sulle opposte posizioni cui sono giunte accusa e difesa coi rispettivi consulenti tecnici.
Ma il Gup ha rigettato l'istanza ed al Pm non è rimasto che disporre la citazione a giudizio.
Intanto sul piano cautelare il Tribunale del Riesame di Bari ha nuovamente dato ragione all'Ecoerre che già una prima volta (il 21 Ottobre) aveva ottenuto l'annullamento dell'ordinanza con cui il 22 Settembre il Gip del Tribunale di Trani Antonio Lovecchio dispose il sequestro preventivo dell'impianto di smaltimento.
La prima decisione del Tribunale del Riesame fu impugnata in Cassazione dal Pm Maralfa.
La Suprema Corte accolse le tesi della Procura ed annullò la prima ordinanza di dissequestro del Tribunale del Riesame cui furono rimessi gli atti per una nuova valutazione di merito.
Ora la nuova pronuncia del tribunale barese che ha riannullato il provvedimento di sequestro.
Antonello Norscia

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione